Napoli, nove ospedali e neanche una sala operatoria disponibile: muore madre 42enne

11 marzo 2016 ore 16:41, Luca Lippi
Francesca Napolitano, una donna di 42 anni di Bagnoli, in gravissime condizioni, ricoverata all’ospedale San Paolo a Napoli per una miocardite con versamento pericardico (condizione che tiene il cuore stretto in una morsa impedendogli di battere), è morta dopo un’attesa di tre ore e il trasferimento alle 6 del mattino al Monaldi.
In sostanza, Tutte le 9 cardiochirurgie campane (cinque pubbliche e quattro private accreditate) non avevano una sala operatoria libera nella notte tra l’8 e il 9 marzo per Francesca! L’aggravante sta nel fatto che Il polo cardiochirurgico del Monaldi, opportunamente allertato dal san Paolo che aveva anticipato le condizioni della paziente, più volte aveva cercato di respingere il ricovero evitando lo stress del trasporto alla paziente. Il rifiuto non era dovuto a futili motivi ma all’impossibilità di potere intervenire tempestivamente sul caso poiché le uniche due sale operatorie erano già occupate in operazioni chirurgiche piuttosto complesse (una per un trapianto di cuore e l’altra per un aneurisma ricevuto dal Caldarelli).

Napoli, nove ospedali e neanche una sala operatoria disponibile: muore madre 42enne
Nonostante tutto, come se l’ospedale San Paolo non vedesse l’ora di liberarsi della paziente, il trasferimento è stato effettuato ugualmente, a quel punto le maestranze del Monaldi non hanno potuto fare altro che intervenire in terapia intensiva utilizzando le sale della rianimazione ma alle 8 del mattino un arresto cardiocircolatorio ha chiuso per sempre gli occhi di Francesca.
La procura ha disposto l’autopsia sul corpo della giovane donna dopo la denuncia sporta dai familiari, la cartella clinica posta sotto sequestro dai Carabinieri. Un triste epilogo, cui la magistratura dovrà trovare un senso e un colpevole perché fatti simili sono inconcepibili. Bruno Zuccarelli, segretario regionale Anaao Assomed sull’argomento dichiara: “Non si devono verificare mai più storie come quelle di Francesca Napolitano. Serve al più presto una programmazione che miri alla presa in carico dei pazienti, altrimenti le conseguenze saranno irrimediabili. E’ l’emblema di una sanità che necessità di interventi decisi e competenti. Non è possibile  sempre gettare la croce addosso ai medici o ai singoli ospedali. 
Secondo quanto riferisce Zuccarelli, la notte in cui è deceduta Francesca Napolitano, al Monaldi “erano in corso due delicatissimi interventi chirurgici salvavita: un trapianto e un intervento per una dissezione aortica”. Zuccarelli punta il dito contro la rete dell’emergenza che, afferma: “non ha funzionato e queste sono responsabilità che vanno ben al di sopra di quelle di un direttore sanitario chiunque esso sia. Nella sanità o si cambia registro o molto presto le conseguenze saranno talmente gravi da non poter tornare indietro. Le politiche del Governo stanno brutalmente penalizzando la nostra terra, riducendoci a una continua elemosina e relegandoci al ruolo di regione canaglia”.

autore / Luca Lippi
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