Usa, scarcerato dopo 17 anni: la rapina l'ha fatta il sosia

12 giugno 2017 ore 10:06, Luca Lippi
Clamoroso caso di sostituzione di persona nel Kansas City. Richard Anthony Jones è un cittadino americano del Kansas, dopo 17 anni di ingiusta detenzione è stato rilasciato e prosciolto dall’accusa di rapina, rapina che Richard non ha mai commesso.
Jones era stato condannato nel 1999 a oltre 19 anni di reclusione senza alcuna prova fisica, come le impronte digitali o il Dna, ma soltanto sulla base della testimonianza oculare: tre mesi dopo il furto la polizia aveva trovato nel suo database una foto di Jones che corrispondeva alla descrizione del responsabile della rapina fatta dalle persone derubate, che poi lo avevano confermato anche dal confronto visivo. 
Jones si era sempre detto innocente sostenendo che al momento della rapina si trovava con la sua ragazza in un parco dall’altra parte della città, e aveva cercato di riaprire il caso facendo più volte inutilmente appello.
Trascorsi 17 anni, finalmente è stato ritrovato l’uomo che gli assomiglia a tal punto che i testimoni che lo avevano accusato non erano in grado di distinguerli.
Usa, scarcerato dopo 17 anni: la rapina l'ha fatta il sosia
Alla fine è Ricky il vero responsabile di quella rapina e non Richard.
È stato fatto finalmente un nuovo processo a Jones in cui ha testimoniato anche Ricky, che si è detto ovviamente innocente. Tuttavia, il giudice ha deciso di non aprire un caso contro quest’ultimo ma ha anche stabilito che sulla base delle nuove prove, cioè la sorprendente somiglianza, nessun giurato avrebbe ritenuto Jones colpevole oltre ogni ragionevole dubbio.
Ironia della sorte, in carcere molti suoi compagni detenuti gli avevano parlato spesso di un uomo identico a lui; nel 2015 Jones si rivolse così ai ricercatori del Midwest Innocence Project, un gruppo che aiuta le persone condannate ingiustamente. Nel giro di due anni i ricercatori trovarono la foto di un uomo, di cui si conosce solo il nome di battesimo, Ricky, che è lo stesso di Jones, che gli assomigliava tantissimo e che viveva non lontano dal luogo in cui avvenne la rapina, nella parte di Kansas City che si trova in Kansas e non in Missouri, dove viveva invece Jones. 
Anche in Italia si sono verificati casi di persone innocenti arrestate e ingiustamente detenute. Possiamo dire che i casi sono tanti, per qualcuno troppi, ma nessuno per cui si possa delineare un caso di dolo volontario. In Italia è successo 24 mila volte a partire dal 1992, quando venne introdotto l’istituto per la riparazione per ingiusta detenzione. In cella tanti sconosciuti: Fabrizio Bottaro, designer di moda, accusato di rapina, un mese in carcere, 9 ai domiciliari: assolto perché il fatto non sussiste. Daniela Candeloro, commercialista, 4 mesi e mezzo in carcere, 7 e mezzo ai domiciliari per bancarotta fraudolenta: assolta con formula piena dopo un processo di 6 anni. Lucia Fiumberti, dipendente provinciale, arrestata per falso in atto pubblico, 22 giorni di custodia cautelare: assolta per non aver commesso il fatto. Vittorio Raffaele Gallo, dipendente delle Poste, 5 mesi di carcere, 7 ai domiciliari per rapina: assolto per non aver commesso il fatto dopo 13 anni. Antonio Lattanzi, assessore comunale, arrestato per tentata concussione e abuso d’ufficio 4 volte nel giro di due mesi, 83 giorni di carcere: sempre assolto. Non mancano volti noti, se non celeberrimi: Enzo Tortora, Lelio Luttazzi, le attrici Serena Grandi e Gioia Scola. Questo solo per citare i più clamorosi, ma a snocciolare i numeri, in 24 anni 24 mila innocenti in cella come documenta un film “Non voltarti indietro» nato dall’idea di due giornalisti e un avvocato.

#Erroregiudiziario #sosia #StatiUnitidAmerica 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...