Il futuro è nelle città, obesi e diabetici: ma ora c'è il Manifesto per l'Urban Health

13 luglio 2016 ore 13:37, Adriano Scianca
Cosa c'è di più individuale della salute? Eppure anch'essa può diventare un “bene comune”. Ne parla il Manifesto presentato a Roma, all'università di Tor Vergata, frutto del lavoro del HealthCity Think Tank, gruppo di esperti indicati da diverse istituzioni, in occasione del Primo Health City Forum organizzato da Italian barometer diabetes observatory (Ibdo) Foundation. Il Manifesto si propone di approfondire le patologie nei contesti urbani e a fare leva su di essi per escogitare strategie per migliorare gli stili di vita e lo stato di salute del cittadino. 

Il futuro è nelle città, obesi e diabetici: ma ora c'è il Manifesto per l'Urban Health
Gli esperti partono dal presupposto che oggi, rispetto al passato, è sempre maggiore la quota di persone che vive in un contesto urbano. “Lo spostamento verso le aree urbane - indica Andrea Lenzi, ordinario di endocrinologia, presidente del Consiglio universitario nazionale (Cun) e coordinatore di HealthCity Think Tank - è caratterizzato da cambiamenti sostanziali dello stile di vita rispetto al passato: cambiano le abitudini, i lavori sono sempre più sedentari, l'attività fisica diminuisce”. Da qui la diffusione delle cosiddette malattie della società del benessere: obesità e diabete. “Ciò è sostanziato dai fatti, che vedono crescere in maniera esponenziale nel mondo il numero di persone obese o con diabete, vicino alla soglia del mezzo miliardo, con già oggi 250 milioni di persone con diabete, due terzi del totale, vivere nelle città, secondo Idf-International diabetes federation”, conclude il coordinatore del HealthCity Think Tank, gruppo di esperti indicati, tra gli altri, da ministero della salute, Istituto superiore di sanità, Anci-Associazione nazionale comuni italiani, università di Roma Tor Vergata, Istat, Censis. 

“Dal 1948 l'Oms-Organizzazione mondiale della sanità - spiega Giuseppe Novelli, rettore dell'università di Roma Tor Vergata - invita i governi ad adoperarsi responsabilmente, attraverso programmi di educazione alla salute, a promuovere uno stile di vita sano e a garantire ai cittadini un alto livello di benessere. Oggi pare emergere chiaramente un nuovo attore protagonista: la città, quale promotrice di salute. Infatti la stessa Oms ha coniato il termine healthy city, che descrive una città conscia dell'importanza della salute come bene collettivo e che, di conseguenza, mette in atto politiche sociali, culturali ed economiche chiare per tutelarla e migliorarla”.
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