Migranti, oggi l’Italia sorpassa la Grecia per sbarchi: addio testa a testa

13 maggio 2016 ore 15:45, Luca Lippi
Da Frontex arriva un dato che non preannuncia un’estate serena per l’Italia sul fronte migranti. La rilevazione secondo quanto riportato dall’Ansa segnalerebbe per la prima volta dal giugno 2015 che il numero degli sbarchi in Italia è stato superiore a quelli registrati in Grecia ad aprile.
È solamente una questione numerica, non siamo ancora nelle condizioni emergenziali dei picchi che presumibilmente potrebbero verificarsi in estate quando le condizioni del mare saranno sicuramente più confortevoli per gli attraversamenti in emergenza, sta di fatto che il dato assume rilevanza confrontandolo con un calo del 13% rispetto a marzo e quasi 50% rispetto ad aprile 2015.
Assai importante anche la rilevazione di Frontex sul fatto che gli arrivi sulle coste greche si sono ridotti a meno di 2700 con un crollo percentuale di circa il 90%.

Migranti, oggi l’Italia sorpassa la Grecia per sbarchi: addio testa a testa

Emerge immediatamente. Dalla repentina inversione di tendenza, che l’accordo Ue con la Turchia e le politiche restrittive applicate dalla macedonia al confine con la Grecia hanno inevitabilmente deteriorato (dal punto di vista Italiano) la situazione degli sbarchi a vantaggio della Grecia. In Italia la prevalenza di nazionalità dei migranti è eritrea, egiziana e nigeriana, mentre in Grecia si concentrano sbarchi di siriani, pakistani, afghani e iracheni.
Federico Gelli presiedente della Commissione parlamentare di inchiesta sui migranti, afferma. “Nel 2014 sono giunti in Italia 170.100 migranti, nel 2015 153.42, al 10 maggio i migranti arrivati sono stati 31.250 con un leggero calo percentuale rispetto allo stesso periodo dei due anni passati. Nei prossimi anni tutto fa supporre che il fenomeno resterà sugli stessi livelli proseguirà a lungo e va governato senza impostazioni securitarie o buoniste ma con lungimiranza e in una visione non più locale ma europea".
Nei fatti, l’Italia è comunque destinata a trasformarsi nell’unico punto di approdo dei flussi migratori dopo che gli altri paesi della Ue hanno provveduto a mettere dei punti fermi sulla gestione del fenomeno senza chiedere il preventivo parere di Bruxelles. Tanto è vero perché è testimoniato da una precisa programmazione di identificazione e di accoglienza, con un’altra precisa individuazione dei punti deboli dell’attuale organizzazione che si concentra soprattutto, oltre che negli obblighi di identificazione, anche sulle dimensioni dei centri di raccolta che sono troppo grandi e quindi mal gestibili. Inoltre è stato predisposto un centro dedicato all’accoglienza dei minori concentrato a Lampedusa, e soprattutto una capillare programmazione sanitaria di profilassi e assistenza dei migranti. Tutto questo fa parte di una organizzazione che ha ben presente la necessità di “dovere” fare fronte a un’emergenza. 
Federico Gelli chiarisce che la Commissione parlamentare di inchiesta sui migranti ora può svolgere inchieste su sistema di identificazione dei migranti, sistema dei centri di accoglienza, diritto di asilo, allontanamenti, minori stranieri non accompagnati, sistema di assistenza e profilassi sanitaria, analisi dei risultati delle inchieste sui centri di accoglienza.
Insomma è tutto pronto giacché c’è un rinforzo delle pratiche fino ad ora adottate, probabilmente di questo parlava Padoan nel “ricordare” alla Ue di tenere conto degli sforzi italiani per ottenere la flessibilità nonostante i conti in disordine.

autore / Luca Lippi
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