L'abito non fa il monaco, ma quello hi-tech ci farà muovere meglio

15 febbraio 2016 ore 21:07, Andrea De Angelis
L'abito non fa il monaco, ma quello hi-tech ci farà muovere meglio
Si chiama Unplugged Powered Suit, il suo papà è Yuichi Kurita e lavora all'università di Hiroshima,
in Giappone. L'invenzione è stata presentata durante l'ultima International Robot Exhibition. Il suo merito? Non essere invasivo, caratteristica che si chiede a tutte le grandi invenzioni. 

Si tratta di una sorta di tuta intelligente, un abito potenziato in grado cioè di risolvere tutta una serie di problemi più o meno gravi. Può infatti essere un semplice ausilio per chi vuole fare attività fisica ottimizzando tempi e risorse, ma anche un perfetto compagno di riabilitazione per chi ha avuto acciacchi fisici più o meno importanti. Per gli anziani poi l'Unplugged Powered Suit potrebbe essere una vera e propria manna dal cielo proprio per le sue caratteristiche tutt'altro che "pesanti". L'accessorio cioè risulta non solo pratico e leggero, ma anche molto semplice da utilizzare e dunque adatto per tutte le età.
Cerchiamo di capire allora meglio di cosa si tratta partendo da una caratteristica fondamentale: può essere così leggero e comodo perché non ha bisogno di apparecchi elettronici, compressori o serbatoi per funzionare, basta lo “Pneumatic Gel Muscle”, ovvero una sorta di muscolo artificiale leggero e flessibile attivabile grazie a una piccola pressione, raggiungibile semplicemente poggiando i piedi per terra. Il secondo componente del “vestito” è infatti una pompa sistemata sotto la base del piede che sfrutta la pressione esercitata dal peso di tutto il corpo sul terreno mentre si cammina. Il terzo e ultimo componente dell'Umplugged Powered Suit è una specie di fascia di trasmissione, necessaria per passare la pressione, e quindi la forza, dalla pompa al muscolo artificiale. 

"La struttura è semplice, facile da mantenere in funzione e poco costosa, soprattutto rispetto agli esoscheletri per il movimento assistito messi a punto finora – spiega l'ideatore, il dottor Kurita –. Nasce per facilitare il moto quando e come serve: non contiene parti pesanti e può essere agevolmente individualizzato per venire incontro alle esigenze particolari di ciascuno, dal miglioramento della forza muscolare negli atleti alla riabilitazione dopo i traumi". Le applicazioni per ora allo studio sono principalmente due, ovvero ridurre l'attività muscolare durante il jogging e aumentare la velocità di un lancio. Dunque siamo ancora alla fase embrionale, ma è chiaro che l'idea potrebbe diventare rivoluzionaria laddove riuscisse a espandere le sue funzioni. Le premesse ci sono tutte.
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