Ristrutturazioni, auto e casa. Poi la salute: una ricchezza che si paga “coi mutui”

15 gennaio 2016 ore 11:38, Luca Lippi
E’ recente la notizia degli italiani che chiedono prestiti per le spese sanitarie, il dato è stato diffuso come fosse una criticità, ma nella realtà è semplicemente una conferma. Vogliamo offrire una disamina per fare il focus sulla situazione prestiti in Italia laddove emerge anche una certa leggerezza che si allontana dalla ricerca di soluzioni sempre più spesso che nulla hanno a che fare con la crisi. In linea di massima la domanda generale di prestiti è diminuita, un po’ per restrizioni dei criteri di concessione da parte delle banche, e anche in questo caso le restrizioni si configurano in una maggiore applicazione di criteri che esistono da sempre e che nonostante tutto in molti casi sono ancora non del tutto rispettati per non esacerbare i flussi economici di fatto già sclerotizzati (questo si) dalla crisi. 
Detto questo emerge che un italiano su quattro ricorre all’impiego di un prestito personale, le categorie che ne fanno maggiormente richiesta sono dipendenti privati (58,6%) e pensionati. Molti di questi sono concessi sotto forma di cessione del quinto, e tra le motivazioni che sono dietro le richieste al primo posto c’è la ristrutturazione della casa, poi l’acquisto di un’auto e a seguire tutto il resto fra cui spese mediche, organizzazione matrimoni, viaggi … La tendenza rispetto alla media (rilevata dall’inizio della crisi) è una sostanziale diminuzione di richieste per hobby e viaggi, sempre di più per ristrutturare casa o per comprare un’auto usata, i prestiti per la ristrutturazione della casa sono stati il 30,6%, per l’acquisto di un’auto usata il 22,5% e per l’arredamento il 14,9%, complici anche i bonus fiscali messi a disposizione dal Governo. Secondo SoldiOnline che ha promosso una rilevazione sul’argomento la durata più erogata dei finanziamenti è stata di 60 mesi (il 20,2%), seguita da quella a 84 mesi (il17,6%) e da quella a 36 mesi (16,3%); l’importo medio dei prestiti erogati si è attestato a10.835€. Inoltre,il 31,7% dei prestiti erogati ha riguardato un importo compreso tra i 5.000 e i 10.000€.
Per quanto riguarda le diverse aree geografiche l’erogazione dei prestiti è risultata, rispetto alle precedenti rilevazioni, in lieve calo nel Nord Italia, in cui si è attestata intorno al 39,1%, in aumento al Centro(22,4%) e stabile al Sud e nelle Isole, dove si è attestata intorno al 38,5%.

Ristrutturazioni, auto e casa. Poi la salute: una ricchezza che si paga “coi mutui”
Si riducono gli importi ma non il numero di richieste, anche riguardo le richieste per pagarsi le vacanze, secondo i numeri elaborati da Facile.it e Prestiti.it, nel primo semestre del 2015 i finanziamenti erogati per pagare viaggi e vacanze sono stati pari a circa 26 milioni di euro. Una cifra alta ma che confrontata con il 2014 rappresenta un'incidenza ridotta rispetto al totale dei prestiti richiesti. Notevolmente ridotta rispetto allo scorso anno e poi la cifra media richiesta che nei primi sei mesi del 2015 è calata del 20%, dai 5.300 euro chiesti nel 2014 ai 4.200 euro di quest'anno. Scorrendo i numeri dell'Osservatorio di Facile.it e Prestiti.it si scopre come invece crescano i tempi di restituzione previsti. Se infatti nel 2014 chi chiedeva un finanziamento per pagare un viaggio aveva in mente di restituire l'importo in 42 rate, nel 2015 si è passati a 47, vale a dire che la vacanza verrà pagata in circa 4 anni. 
Cambia anche il profilo medio di chi chiede un finanziamento per le proprie vacanze: si è passati da un'età media piuttosto bassa (38 anni), a una un po' più elevata (41 anni). Unendo questo dato a quello dell’importo richiesto e dello stipendio di chi sottoscrive la domanda (1.600 euro in media) è possibile ipotizzare la riduzione dell’incidenza dei viaggi di nozze sul totale di quelli pagati con un prestito e l’aumento delle vacanze “familiari” in destinazioni non troppo lontane. 
Questo è sempre stato e questo continua a essere, le esigenze rimangono, cambiano solamente i criteri di erogazione e il merito creditizio di chi richiede, in linea di massima tutto il resto rimane invariato. C’è da dire anche che molti prestiti sono stati utilizzati per coprire cartelle esattoriali e coprire le spese per rinegoziazioni di mutui … insomma scostandoci dalle rivelazioni che sottolineano solo il positivo dei fenomeni, ma non esaminano le esigenze retrostanti, possiamo concludere che sostanzialmente le abitudini degli italiani si sono registrate al ribasso ma non sono sostanzialmente cambiate.

Ristrutturazioni, auto e casa. Poi la salute: una ricchezza che si paga “coi mutui”
E ora arriviamo alla questione dei prestiti per le spese mediche. Sempre secondo Facile.it e Prestiti.it, su oltre 20.000 richieste di finanziamento presentate in Italia da giugno a novembre 2015 il 4% presenta come finalità dichiarata “spese mediche”.
Numeri: erogati oltre 28.000 prestiti a sostegno di pratiche estetiche o sanitarie, con un volume complessivo stimato di oltre 340.000 euro. L’importo richiesto è pari a circa 6.600 euro, da restituire in un periodo di tempo particolarmente lungo per un prestito personale, 58 mesi, vale a dire quasi cinque anni. L’età media è 44 anni è in linea con le altre finalità. 67% delle domande arriva da un dipendente privato; importante notare, però, come quasi l’11% arrivi da un pensionato. Lo stipendio medio dichiarato al momento della richiesta è di 1.500 euro. Dato curioso, circa il 75% delle richieste di prestito arrivano da uomini, ma quando si parla di finanziamenti per le spese mediche il gap si riduce di parecchio e le donne rappresentano ben il 39% del campione analizzato.
Per cosa si chiede un finanziamento di questo tipo? Si va dagli impianti di ortodonzia per sé o per i figli alla gestione di terapie di lunga durata fino, anche, ai trattamenti di bellezza e alle operazioni di chirurgia estetica. In conclusione, la crisi morde e riduce sensibilmente la capacità reddituale degli italiani, tuttavia, a giudicare le abitudini e le esigenze “primarie” che emergono dalle motivazioni dietro le richieste dei prestiti personali, emerge una sostanziale predisposizione “non negativa” e quindi il governo ha buona possibilità di accelerare le riforme giacché lo stato d’animo sembra essere ancora sufficientemente “accogliente”.

autore / Luca Lippi
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