Pertosse, cercasi volontari per farsi infettare: offerta choc dell'Università

15 giugno 2017 ore 21:44, Andrea Barcariol
Cercasi volontari per farsi infettare volontariamente dal batterio della pertosse. La singolare richiesta arriva dall'università di Southampton che offre 4mila euro per questa sperimentazione. Lo scopo è quello di ottenere informazioni utili per progettare un vaccino migliore. I ricercatori cercano 35 soggetti tra i 18 e i 45 anni sani che dovranno vivere in isolamento per 17 giorni.

Pertosse, cercasi volontari per farsi infettare: offerta choc dell'Università
Due le tipologie preferite: «portatori sani», (persone che pur non manifestando i sintomi sono comunque in grado di infettare altre persone) e i soggetti naturalmente immuni all’infezione per studiare meccanismi di queste due reazioni «anomale». "Vogliamo scoprire che cosa c’è di speciale in queste persone e perché non possiamo essere tutti portatori sani - spiega il coordinatore della ricerca Robert Read - si tratta di un esperimento eticamente corretto e sicuro. I volontari potranno abbandonarlo in qualsiasi momento". L'esperimento servirà inoltre a studiare le modalità di trasmissione del batterio.  I ricercatori, oltre ad analizzare i fluidi nasali dei soggetti coinvolti, li faranno sostare in particolari "stanze della tosse" dove verrà chiesto loro di parlare, tossire e cantare per capire i meccanismi di diffusione del batterio attraverso le gocce di saliva. Quando entreranno in contatto con il personale medico o visitatori dovranno indossare una mascherina sulla bocca per assicurarsi di non infettare altre persone.

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PERTOSSE

La pertosse è una malattia batterica infettiva che provoca come sintomo caratteristico una tosse incontrollabile, in alcuni casi così insistente da causare vomito. Per i bambini però, soprattutto sotto i 5 anni, la malattia è pericolosa ed è potenzialmente mortale e si accompagna a gravi difficoltà respiratorie. Nel mondo, il 90% dei casi di pertosse si registrano proprio nelle popolazioni in cui non viene effettuata la vaccinazione. Nelle popolazioni vaccinate si è osservato un ritorno della pertosse a causa della perdita progressiva di immunità e, in effetti, quando è stato introdotto il vaccino 30 anni fa non venivano utilizzate le dosi di richiamo. La diagnosi avviene attraverso la visita, esami del sangue, radiografia ed eventualmente la coltura dell’escreato di naso e gola. Nel caso di diagnosi precoce la somministrazione di antibiotici può essere d’aiuto a ridurre il decorso della malattia.
Una volta contratta la malattia si manifesta immunità verso nuovi episodi per un periodo che va dai 4 ai 20 anni, ecco perché la vaccinazione è comunque raccomandata per tutte le fasce di età.

SINTOMI
Si manifestano entro 5-10 giorni dopo esserne stati esposti (tempo di incubazione), raramente fino a 3 settimane dopo. Nei soggetti vaccinati: nella maggior parte dei casi i sintomi avranno durata ridotta,
gli episodi di vomito e complicazioni dovute alla tosse saranno limitati o assenti,
la percentuale di bambini che andranno incontro a fenomeni di apnea (assenza forzata di respirazione), cianosi (colorazione cutanea blu-violacea dovuta alla mancanza di ossigeno) e vomito è minore.








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