Di Canio fascista, dov'è la novità? Ritorno al 2005...

15 settembre 2016 ore 11:09, Micaela Del Monte
Chi è Paolo Di Canio lo conosciamo tutti. Se qualcuno non lo ricorda come calciatore sicuro saprà chi è per il suo impiego a Sky Sport come esperto di Premier League e opinionista. Di Canio infatti oltre ad essere stato una "bandiera" della Lazio è stato anche uno dei giocatori più importanti del West Ham ed è proprio per gli anni passati a Londra che l'attaccante romano è diventato uno dei più importanti commentatori del calcio inglese.

Per quanto non fossero in dubbio le sue doti calcistiche, così come quelle "giornalistiche", Paolo Di Canio ha fatto sempre parlare di sé per il suo orientamento politico, o meglio, per il modo in cui lo esprimeva. Ai tempi della Lazio infatti dopo un match contro la Juventus, Di Canio andò ad eslutare sotto la sua Curva Nord e la ringraziò alzando il braccio destro teso verso il cielo. Era il 17 novembre 2005 e per l'attaccante della Lazio venne inflitto un turno di squalifica e un'ammenda di 10 mila euro"Sono un fascista, non un razzista" furono allora le parole del biancoceleste. "Il saluto romano lo faccio perché è un saluto da camerata a camerati, è rivolto alla mia gente. Con quel braccio teso non voglio incitare alla violenza, né tantomeno all'odio razziale".

Questa volta però a denunciare Paolo Di Canio non sono stati i giudici sportivi, bensì il web. Sulla rete infatti sono rimbalzati diversi commenti inerenti ad un suo tatuaggio mostrato in diretta su Sky Sport. Il tatuaggio, sul braccio destro, recitava "Dux". Non di certo una novità per chi ha seguito Di Canio come calciatore e conosce i precedenti. Fatto sta che quella firma sulla pelle ha suscitato non poco clamore sulla rete, tanto che su Twitter l'ex calciatore è stato praticamente linciato, tanto che alla fine Jacques Raynaud, executive vice president Sky Sport - Sky Media, parlando, nel corso della presentazione dei palinsesti 2016-2017, ha annunciato la sospensione di Paolo Di Canio dal canale sportivo.
E se prima c'era chi invocava la sua sospensione e "l'applicazione della legge" oggi c'è chi invece lo difende ricordando appunto che l'orientamento di Di Canio era ben noto già prima che indossasse una polo a maniche corte in tv. L'ex attaccante della Lazio finora non ha rilasciato dichiarazioni sull'accaduto, mentre sul web e nel mondo dei social network ora c'è chi accusa Sky d'ipocrisia, sottolineando come le simpatie dell'ex attaccante per l'estrema destra siano note a tutti da molti anni, non certo una rivelazione di queste ultime ore. Nel 2013, da tecnico del Sunderland, si trovò davanti alla domanda di un giornalista che gli chiedeva espressamente se fosse fascista: "Non devo rispondere su nulla perché qui non siamo in Parlamento, ma ci occupiamo di calcio", era stata la replica.



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