Hillary Clinton e i medici... del lavoro

15 settembre 2016 ore 13:24, intelligo
di Alessandro Corneli    

I medici di Hillary Clinton hanno sentenziato: “Può fare il presidente”. Come dire a uno che può fare l’ingegnere, l’avvocato, l’architetto, l’idraulico, il venditore di vini o di automobili, il portiere d’albergo, il pizzaiolo o l’assessore regionale. 

Una struttura ben più vetusta dell’Associazione medica americana, la Chiesa, si è da sempre riservata il giudizio sull’attitudine al sacerdozio, ma in molte occasioni si è sbagliata. Torniamo quindi a Platone, alla sua classificazione degli uomini secondo le tendenze naturali, per cui alcuni sono adatti a commerciare e guadagnare, altri a combattere ed altri infine – i sapienti – a governate gli Stati. Dubito che il filosofo greco avrebbe classificato Hillary Clinton tra coloro che “amano il sapere” con distacco emotivo e per questo sarebbero in grado di discernere il bene dello Stato. È vero che la Clinton appare fredda e poco comunicativa, ma solo perché tiene dentro di sé tutta la passione, tutta la voglia di arrivare prima e al posto più alto per dimostrare (peccato di orgoglio?) di essere la “migliore”. Anzi, nasce il sospetto che voglia solo dimostrare di potere fare meglio del marito, Bill, che alla presidenza c’è già stato, incrociando il periodo fortunato di una prolungata espansione economica.

Hillary Clinton e i medici... del lavoro
Si possono comprendere valutazioni mediche che autorizzano a fare sport o determinate attività sportive o che mettano in evidenza gli effetti psico-comportamentali di determinate patologie o dell’assunzione di determinati farmaci. Nei “bugiardini” che accompagnano le confezioni dei medicinali si mette in guardia contro la diminuzione dell’attenzione al volante e altro ancora. Si possono pretendere particolari standard per chi svolge lavori che implicano l’assunzione di responsabilità verso terzi, dagli autisti di taxi e bus ai piloti di aereo (o ai comandanti di navi). Al cinquantesimo congresso Easd, l'associazione europea per lo studio del diabete, è stato presentato uno studio che dimostra che - seguendo un protocollo messo a punto dalla Caa britannica, l'autorità per l'aviazione civile – non ci sono problemi di sicurezza se i piloti di aerei di linea sono diabetici. A patto di seguire il dettagliatissimo e strettissimo protocollo, messo a punto da diabetologi esperti di ipoglicemia, l'evento più temuto dai diabetici, rappresentanti dei piloti e piloti della Caa.
È possibile stabilire dei protocolli anche per quella speciale attività che è la direzione politica? È sufficiente essere in buona salute e perfetta forma fisica per “poter fare il presidente”? Perché, allora, non reclutare i politici tra i campioni olimpici? Nell’antica Roma, anche se vi furono eccezioni, una legge stabiliva il “cursus honorum”: non si poteva accedere a una carica pubblica inferiore se non dopo avere raggiunto una certa età (di solito, 30 anni) e non si poteva aspirare a una carica superiore se non erano state coperte tutte quelle inferiori e comunque con un intervallo di tempo tra l’una e l’altra. Così le elezioni – anche allora inquinate da denaro, corruzione e propaganda – risultavano abbastanza controllate e gli elettori potevano avere una conoscenza approfondita dei candidati e delle loro capacità di governo, già messe alla prova. 
Il giudizio dei medici di Hillary Clinton apre infine la porta su un’altra questione, di grande attualità in questi tempi di crisi della democrazia: “gli elettori, sono adatti a fare gli elettori”? Argomento di un certo interesse, almeno per coloro i quali pensano che, in alcune circostanze, gli elettori non sono capaci di dare un giudizio maturo e razionale.  Dunque: a quando il certificato medico-elettorale?

autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...