Dopo le carni rosse, il caffé: Oms ci ripensa, non provoca il cancro

16 giugno 2016 ore 23:59, Adriano Scianca
Dopo una bella fiorentina, non fatevi mancare un buon caffé. Se le carni rosse sono state oggetto di analisi catastrofiste da parte dell'Oms, poi “compensate” da altri studi sui benefici delle proteine animali e da interpretazioni più circoscritte dell'allarme iniziale (non fa male la carne in sé, dipende dalle quantità, dal tipo di carne e dalla modalità di cottura), ora anche il caffé viene scagionato con ancora maggior forza. Proprio lanciando l'anatema contro le carni rosse, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) di Lione aveva anticipato che sarebbe seguita una nuova monografia dedicata a “caffè, matè e altre bibite molto calde”. 

Dopo le carni rosse, il caffé: Oms ci ripensa, non provoca il cancro
Niente più bistecca e niente più caffé? Non è così. “Il caffè è stato assolto dall’accusa di favorire l’insorgenza di un tumore - rivela Alessandra Tavani, capo del Laboratorio di Epidemiologia delle Malattie Croniche al Mario Negri e membro dell’attuale commissione Iarc sulla monografia del caffè -. Era stato inserito fra i possibili cancerogeni (catalogato nel gruppo come 2b) negli anni Novanta perché si sospettava un legame con il cancro della vescica. Ma dopo l’attuale riesame di circa 500 diverse indagini, effettuata da parte di una commissione composta ventina di esperti internazionali, il caffè viene 'declassato' alla categoria 3 della classificazione Iarc, quella per la quale non sussistono evidenze di rischio cancerogeno”.

Non solo decade il sospetto cancerogeno, quindi, ma addirittura diverse analisi condotte in anni più recenti hanno persino messo in luce un possibile effetto protettivo nei confronti di diverse forme di tumore, come quelle di endometrio e fegato. Mentre per il cavo orale servono ulteriori conferme e approfondimenti. Insomma, il caffé non è nemico, ma addirittura alleato della nostra salute: tre o quattro tazzine al giorno sono un toccasana (salvo ovviamente specifiche controindicazioni individuali). 
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