La politica è spettacolo, la ‘pazza idea’ di Boldi e i precedenti illustri

16 luglio 2015, Americo Mascarucci
La politica è spettacolo, la ‘pazza idea’ di Boldi e i precedenti illustri
Massimo Boldi è pronto a candidarsi sindaco di Milano. Il popolare attore questa sua “pazza idea” l’ha lanciata dalle colonne del settimanale “Panorama” dichiarandosi pronto a scendere in campo con chiunque dovesse dichiararsi disponibile a sostenerlo. 

Boldi è stato in passato un simpatizzante del Partito Socialista Italiano, grande amico di Bettino Craxi, dal quale accettò una candidatura alla Camera dei Deputati nelle elezioni politiche del 1992: l’esperimento tuttavia non ebbe successo perché il numero di preferenze raccolte non fu sufficiente a far scattare il seggio per lui.  Migliore fortuna aveva avuto invece cinque anni prima Gerry Scotti, anche lui candidato con il “Garofano” che ebbe così il privilegio di ricoprire un mandato da deputato; esperienza che però Scotti ha sempre dichiarato non essere stata esaltante e di averla accettata soltanto per fare un favore a Craxi. Con lui in Parlamento nel 1987 entrò anche il celebre cantante Gino Paoli che si candidò e fu eletto nelle liste del Partito Comunista Italiano. 

Nel 1992 Paoli ritentò l’elezione con il Pds di Occhetto ma stavolta gli elettori della vecchia falce e martello mandata in soffitta per essere sostituita dalla Quercia, non si mostrarono granché generosi con lui.  In seguito Boldi si avvicinò a Forza Italia soprattutto per stima e amicizia nei confronti di Silvio Berlusconi ma limitandosi a dichiarare il suo voto per il partito azzurro e senza accettare nuove proposte di candidature. 

Oggi questa improvvisa quanto inaspettata uscita che molti ritengono concordata proprio con Berlusconi sempre più irritato per le alzate di testa della Lega Nord che ha puntato i piedi per avere il candidato sindaco, scatenando diversi mal di pancia in Forza Italia. “Hanno già il Governatore della Lombardia, adesso vogliono prendersi tutto” accusano i forzisti irritati con il leader maximo colpevole di aver proposto a Matteo Salvini stesso la poltrona di Pisapia pur di estrometterlo dalla partita per Palazzo Chigi. 

Non a caso Boldi ha dichiarato di non essere disposto a candidarsi né con la Lega Nord né con il Movimento 5Stelle di cui non condivide i toni urlati. Insomma alla fine l’avvertimento ai leghisti da parte di Berlusconi potrebbe essere proprio questo; “attenti, che se puntate troppo i piedi noi abbiamo un candidato vincente”. Anche perché Boldi, ormai settantenne sembra aver chiuso con il cinema e sarebbe pronto a dedicarsi a tempo pieno ai problemi della città. Ma per tutti comunque la sua resta una boutade, amici e colleghi sono convinti che abbia fatto questa dichiarazione più per animare il dibattito nel centrodestra che per reali velleità politiche. Però a Boldi va riconosciuto il merito di aver avanzato la sua candidatura senza attendere che siano stati gli altri a buttare il suo nome in pasto alla stampa. 
Accadde così ad Alberto Sordi proposto come sindaco di Roma da Forza Italia nel 1997. 

L’indimenticabile “Albertone” si affrettò subito a smentire l’indiscrezione chiarendo che mai e poi mai avrebbe accettato di sfidare il suo amico Francesco Rutelli. Un altro che invece si buttò direttamente in campo ma senza poi concretizzare il proposito, fu il popolare conduttore Gianfranco Funari; nel 1993 accettò l’invito della Lega Nord a candidarsi sindaco di Roma, salvo poi ritirarsi dalla competizione a poche settimane dalla presentazione delle liste. 
Persino il Movimento Sociale Italiano si dichiarò disponibile a sostenere una sua eventuale candidatura, ma poi scese in campo direttamente il leader Gianfranco Fini che finì al ballottaggio con Rutelli. Funari ci riprovò anni dopo a Milano addirittura arrivando a dichiarare di essere andato in missione segreta ad Hammamet per incontrare Bettino Craxi e farsi consigliare da lui. Anche in questo caso poi non ne fece più nulla. 

In tempi più recenti è toccato a Giancarlo Magalli ritrovarsi, niente meno, che candidato al Quirinale. Se anziché in Parlamento l’elezione fosse avvenuta sui social network oggi al posto di Sergio Mattarella sul Colle ci sarebbe il conduttore de “I Fatti Vostri” il più votato dal popolo della rete.  Alle ultime elezioni regionali in Puglia invece è sceso in campo, ma stavolta soltanto in quello politico, l’ex calciatore del Lecce, della Roma, dell’Inter, del Napoli e della Nazionale Francesco Moriero che si è candidato consigliere regionale nelle liste di Forza Italia a sostegno della candidatura di Adriana Poli Bortone raccogliendo 157 preferenze. E non è l’unico calciatore ad aver scelto la politica dopo aver piantato le scarpe al chiodo. 

Il vizio di rivolgersi ai personaggi del cinema, dello spettacolo e dello sport per conquistare consenso politico è molto diffuso in Italia nonostante poi l’elettore dimostri chiaramente di saper distinguere il bravo attore, il bravo conduttore e il bravo atleta dal politico rifiutando quindi l’automatismo “lo ammiro come artista o come sportivo, quindi lo voto”. E’ vero che oggi anche la politica è spettacolo, ma fino ad un certo punto. 

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