Francesco "cancella" Ratisbona: "Le migrazioni non minacciano la fede dell'Europa"

17 febbraio 2017 ore 15:43, Americo Mascarucci
"Le migrazioni non sono un pericolo ma una sfida per crescere. L'Europa stessa è frutto di tante invasioni e migrazioni nel corso dei secoli". Così Papa Francesco ha risposto oggi durante la sua visita presso l’Università di Roma 3 ad una specifica domanda di una studentessa musulmana. Una presa di posizione che appare in netta controtendenza rispetto a quanti, da Giovanni Paolo II e Benedetto XVI pur non mostrandosi mai nemici dell'accoglienza, hanno sempre evidenziato l'esigenza di un'integrazione capace di salvaguardare le identità dei popoli e soprattutto il profilo cristiano dell'Europa. 
Profilo invece snaturato da un relativismo etico che fra l'altro ha utilizzato proprio l'integrazione come pretesto per cancellare le radici cristiane dei popoli europei, scomparse persino dalla Costituzione dell'Unione Europea. E oggi che la minaccia del fondamentalismo islamico si sta facendo sempre più strada in Europa e in Occidente anche grazie ad un incremento delle conversioni fra europei diventati di colpo più integralisti dei musulmani di origine, quegli allarmi appaiono più ancora fondati di allora.
Francesco 'cancella' Ratisbona: 'Le migrazioni non minacciano la fede dell'Europa'

Ma Papa Francesco non vede questo pericolo. anzi sembra quasi negare che le migrazioni possano rappresentare un pericolo per l'Europa e la sua natura cristiana:
"Serve la pazienza del dialogo. E dove non c’è dialogo, c’è violenza. Ho parlato di guerra: è vero, stiamo in guerra. E’ vero. Ma le guerre non incominciano là: incominciano nel tuo cuore, nel nostro cuore. Quando io non sono capace di aprirmi agli altri, di rispettare gli altri, di parlare con gli altri, di dialogare con gli altri: lì incomincia la guerra".
Per Francesco l'integrazione deve avvenire "prima, come fratelli e sorelle umani: sono uomini e donne come noi. Ogni Paese deve vedere quale numero è capace di accogliere. E’ vero: non si può accogliere se non c’è possibilità. Ma tutti possono fare. Poi, non solo accogliere: integrare. Integrare, cioè ricevere questa gente e cercare di integrarli. Che imparino la lingua, cercare un lavoro, un’abitazione: integrare. Che ci siano organizzazioni per integrare".
E infine"Le migrazioni non sono un pericolo ma una sfida per crescere. L'Europa stessa è frutto di tante invasioni e migrazioni nel corso dei secoli".
Un discorso che sembrerebbe cancellare quello di Benedetto XVI all'università di Ratisbona dove il Papa emerito evidenziò come la "sintesi tra spirito greco e spirito cristiano" fosse stata messa in crisi proprio dall'Islam e dalla sua oggettiva incapacità di saper coniugare fede e ragione. Pe Benedetto XVI a Ratisbona "la vita, i diritti umani e la possibilità di convivere fra religioni diverse sono garantite solo da una fiducia nella ragione come strumento capace di conoscere la verità che vale per tutti, cristiani e musulmani, credenti e non credenti. Se manca questa fiducia nella ragione, tra persone di fede diversa quale sia la verità è deciso da quali eserciti vincano, e oggi da chi sia più capace di fare esplodere bombe. La verità – e Dio stesso, che è verità – diventano semplici funzioni della violenza".
Se non è stato profetico lui....
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