Scoperto il turbo dello spermatozoo, ora si punta alla pillola unisex. Ma cos’è?

18 marzo 2016 ore 14:30, Luca Lippi
Pensavate di sapere tutto sul processo di fecondazione? Eravate convinti di conoscere la meccanica che consente la riproduzione nel rapporto? Pare tutto sia un un piccolissimo passaggio meccanico fondamentale del quali gli scienziati e i ricercatori fino ad ora conoscevano poco e che invece è finalmente stato scoperto, e da questo è possibile sviluppare terapie utili sia alla contraccezione sia alla riproduzione.
Andiamo con ordine, in sostanza noi comuni mortali eravamo a conoscenza del fatto che lo spermatozoo doveva correre verso l’ovulo percorrendo il tratto riproduttivo femminile. Ora, il fatto è che all'interno dell'apparato riproduttivo maschile, lo sperma maturo è dotato di una certa capacità di movimento. Che però è limitata, e da sola non basta a conferirgli la spinta propulsiva necessaria al suo compito nel tratto riproduttivo femminile: quello di correre verso l'ovulo per 'catturarlo', dando origine a un embrione. 
Affinché ciò accada è necessario che lo spermatozoo venga attivato dal progesterone, ma finora non si sapeva quale fosse la struttura sul quale questo ormone agisce. Insieme ai suoi colleghi Melissa R. Miller dell'università della California di Berkley e di San Francisco, primo autore dello studio, ha dimostrato che l'interruttore acceso dal progesterone è un recettore denominato ABHD2, presente sulla membrana esterna dello spermatozoo.

Scoperto il turbo dello spermatozoo, ora si punta alla pillola unisex. Ma cos’è?
Spieghiamo meglio aiutandoci con i risultati della ricerca, per Stuart Moss, direttore del Programma di salute riproduttiva maschile presso l'Eunice Kennedy Shriver National Institute of Child Health and Human Development degli Nih, che ha sostenuto la ricerca, si tratta di "un importante passo avanti nella comprensione di come gli spermatozoi diventano super mobili nel tratto riproduttivo femminile. Lo sviluppo di nuovi composti che bloccano ABHD2 può produrre nuovi metodi contraccettivi per evitare che lo spermatozoo riesca a raggiungere l'ovulo". E dall'altra parte, "strategie in grado di bypassare o migliorare l'azione di questo recettore potrebbero rappresentare trattamenti contro l'infertilità maschile legata a uno sperma pigro, non sufficientemente mobile". Prima che lo spermatozoo entri nella sua fase di corsa verso il gamete femminile occorre che vi sia un passaggio di calcio dalla sua membrana esterna al flagello, l'appendice simile a una coda usata dal gamete maschile come struttura autopropulsiva per spingersi verso l'ovocita. Una delle ipotesi che gli autori dello studio hanno valutato è che una proteina dello spermatozoo chiamata CatSper, coinvolta in questo trasferimento di calcio, potesse essere il bersaglio diretto del progesterone. L'esperimento condotto ha permesso invece di escluderlo, rivelando che esiste un mediatore chiave e cioè l'ABHD2. E' lui che il progesterone cerca, ed è lui sul quale agire per interferire con il processo di fecondazione.
La scoperta, che secondo gli autori apre allo sviluppo di un contraccettivo unisex, è pubblicata online su "Science" e porta la firma di un gruppo di scienziati dell'università della California di Berkley e di San Francisco, e della Yale University School of Medicine di New Haven.
Secondo Miller, "la cosa davvero fantastica è ora abbiamo un bersaglio utile allo sviluppo di un contraccettivo unisex, che potrebbe essere usato da entrambi i partner sessuali. Se si riuscirà a impedire al progesterone di dare 'benzina' allo spermatozoo, quest'ultimo non sarà in grado di raggiungere o penetrare l'ovulo".

autore / Luca Lippi
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