Bob Dylan non risponde al telefono: c'è un problema col Nobel

18 ottobre 2016 ore 11:36, intelligo
di Eleonora Baldo

Bob Dylan non smette di far discutere: prima per le polemiche sollevate dall’assegnazione del Nobel per la letteratura, ora perché si è reso irreperibile ai numerosi tentativi di contatto da parte dello staff della prestigiosa Accademia svedese che ogni anno assegna i famosi premi alle personalità che nel corso dell’anno si sono contraddistinte nel campo della letteratura, della medicina, della fisica, della chimica e della pace. Al momento le reazioni svedesi sono all’insegna della calma, come confermato in una intervista alla radio svedese dal Segretario dell’Accademia, Sara Danius: “Ora come ora, non stiamo facendo niente. Ho chiamato e mandato email ai suoi collaboratori più stretti, e ho ricevuto risposte molto cordiali. Per ora è sicuramente abbastanza”.

C’è ancora fiducia sul fatto che il grande cantante – che nel frattempo ha partecipato a tre grandi concerti, ultimo in ordine di tempo il festival “Desert” a cui hanno partecipato, accanto a lui, mostri sacri della musica rock come i Rolling Stones – parteciperà alla cerimonia di assegnazione del premio, prevista per il prossimo 10 dicembre a Stoccolma, alla presenza del re di Svezia Carlo Gustavo XVI.

In attesa di ulteriori sviluppi, ricostruiamo la vicenda dall’inizio, ovvero dall’annuncio dell’Accademia sull’assegnazione del Premio per la Letteratura.

Bob Dylan non risponde al telefono: c'è un problema col Nobel
 "Ha creato nuove espressioni poetiche nella tradizione della canzone americana".Con questa motivazione Bob Dylan ha ricevuto il premio Nobel per la Letteratura. Così la giuria del Nobel ha deciso di dedicare il premio di quest'anno al menestrello di Duluth, classe 1941 dato fino a ieri dai bookmaker 16/1. Le canzoni di Dylan hanno sicuramente fatto la storia d'America, ma hanno influenzato anche il linguaggio. Basta prendere "Tangled Up in Blue" (da "Blood on the tracks", 1975), dove una donna porge a Dylan un libro di versi scritto da un poeta italiano del tredicesimo secolo. Dylan in quel caso parla di Dante: "Ognuna di quelle parole risuonava vera/ e risplendeva come carbone ardente, strizzando l’occhiolino a «Caron dimonio, con occhi di bragia", cioè di brace, che nella traduzione inglese citata da Pantalei è come nella canzone, «burning coal». La lettura dantesca di Dylan è solo uno degli elementi innovativi del grande cantante rock che strizza l'occhio alla poesia, come Bono Vox che confessò: "Ogni parola scritta da Dante era indirizzata alla sua musa, a Beatrice, e c’è una Beatrice nella maggior parte delle canzoni di Dylan".

Per sapere se Dylan parteciperà alla cerimonia dovremo probabilmente ascoltare il vento, perché citando la sua canzone più celebre, anche in questo caso “the answer is blowing in the wind

autore / intelligo
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