Parmigiano americano al legno: anche trucioli nelle scaglie grattugiate

19 febbraio 2016 ore 16:58, Lucia Bigozzi
“Parmesan cheese” americano con pasta di legno incorporata. Una nuova ricetta? No, semmai la scoperta che è stato possibile fare grazie ai testi eseguiti da “Bloomberg News” quattro anni fa. Da quei test la Food and Drug Administration (ovvero, l’Agenzia statunitense per alimenti e medicinali) ha suonato il campanello di allarme. L’Agenzia ha messo gli occhi nel 2012, sulla vicenda del prodotto alimentare col marchio “Castle Cheese Inc” sul quale era stata riscontrata, oltre al formaggio, una pluralità di quelli che la stessa FDA ha definito “materiali inaspettati”. Le regole sono chiare e l’Agenzia americana che sorveglia sulla qualità e la sicurezza degli alimenti, indica i criteri e i requisiti per etichettare il prodotto come 'Parmesan' ufficiale. Tra questi, gli indicatori in base ai quali è concesso un massimo di umidità pari al 32 per cento, una “consistenza granulosa”, una “buccia resistente ma fragile”, oltre al fatto di essere prodotto “con latte di mucca”. 

Ma secondo quanto pubblicato dal Washington Post, non c’è scritto da nessuna parte la componente “pasta di legno” come ingrediente ammesso. Non solo ma la sua presenza nel formaggio non è ritenuta accettabile e nemmeno per i prodotti meno costosi rispetto al “Parmesan” come, ad esempio, il cheddar. Va da sé, rimarca il quotidiano americano, ma è facile intuirlo anche per un bambino, il parmigiano dovrebbe contenere solo parmigiano. Resta il fatto che in quello venduto come “100 per cento Parmesan”, gli 007 alimentari hanno rinvenuto la presenza di pasta di legno e di altre tipologie di formaggi. Di qui la segnalazione che l’Agenzia ha girato direttamente all’azienda produttrice, come avvertimento. Nell’alert c’è scritto che “l'etichetta dichiara come i prodotti siano 'Parmesan Cheese' o 'Romano cheese' mentre, in realtà, sono una miscela di vari formaggi e altri ingredienti”. Infine, la precisazione su come “i prodotti 'Parmesan Cheese” non contengono “Parmesan Cheese”. Il cartellino rosso contro l’azienda provocò il blocco e poi l’anno successivo si arrivò al fallimento. Ad ottobre l’avvocato del presidente della compagnia che dovrebbe affrontare il giudizio in un’intervista al 'Pittsburgh Post Gazette'  ha affermato che il caso è una questione di etichettatura impropria, non di sicurezza alimentare: “La salute o la sicurezza dei consumatori non è mai stata mai compromessa a causa di questa etichettatura”.
autore / Lucia Bigozzi
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