Il Prozac contro la sindrome di Down? Dopo il test rimangono dubbi

19 gennaio 2016 ore 8:30, intelligo
A breve la sperimentazione partirà anche in Italia e più precisamente a Napoli. Secondo gli studiosi potrebbe essere la fluoxetina, ovvero il principio attivo del farmaco, l’elemento capace di contrastare il deterioramento dei neuroni che è la conseguenza della sindrome di Down.

Prozac contro la sindrome di Down? Per ora c’è solo la sperimentazione e l’effetto o l’efficacia sono tutti da dimostrare. Si comincia negli Stati Uniti con le prime verifiche del Prozac, il farmaco anti-depressivo che potrebbe entrare in gioco nella lotta ai sintomi della sindrome di Down. E’ quanto faranno gli studiosi dell'University of Texas Southwestern Medical Center di Dallas, secondo quanto riferisce la rivista Technology Review. 
La coautrice dello studio è italiana: Renata Bartesaghi, dell'Università di Bologna che spiega: “Nel cervello con sindrome di Down c'è un difetto nel neurotrasmettitore serotonina, che grazie alla fluoxetina viene mantenuta nel cervello favorendo la maturazione cerebrale e la neurogenesi”. Starebbe qui la chiave della sperimentazione al via che coinvolgerà 21 donne in stato interessante al cui bimbo è stata diagnosticata la sindrome di Down. A quattordici di queste verrà dato il farmaco già durante la gestazione e per i primi due anni di vita del bambino. 
Il Prozac contro la sindrome di Down? Dopo il test rimangono dubbi
Lo scopo dello studio e dell'avvio della sperimentazione è contrastare la disabilità cognitiva dei bambini. In questo momento, gli esperti ritengono che negli Stati Uniti siano duecento i bambini colpiti dalla sindrome che stanno assumendo il Prozac, anche se non c’è ancora stato alcun test sull’uomo che ne confermi le peculiarità ed il livello di efficacia. Non solo: fino ad ora la sperimentazione è stata condotta sui topi e ha dato risultati che gli studiosi giudicano positivi, determinando un aumento dei neuroni e un sostanziale miglioramento delle capacità cognitive. Ma, come aggiunge la Bartesaghi, “non è detto che nell'uomo l'effetto sia lo stesso, e fino alla dimostrazione non si possono illudere le famiglie”. 

Non è la prima volta che il Prozac viene associato ad altre funzioni o disfunzioni. Ad esempio nel 2014 secondo uno studio del Dipartimento di Medicina Clinica dell'Università di Pisa, condotto in collaborazione con l'International Mood Center di San Diego e comparso sulla rivista specializzata Journal of Affective Disorder, i farmaci antidepressivi di seconda generazione,tra cui il famoso Prozac, avrebbero un impatto negativo sulla sfera affettiva e sessuale. Solo, però, nei pazienti di sesso maschile. L'indagine,condotta su di un campione di 192 individui affetti da depressione, di cui 123 donne e 69 uomini, aveva mostrato come solo questi ultimi sviluppassero una sorta di apatia nei confronti della propria partner. 

LuBi
autore / intelligo
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