Processo Concordia: non c’è traccia di Schettino ma “rispunta” la sua telefonata

19 maggio 2016 ore 17:01, Luca Lippi
Con sentenza di primo grado del tribunale di Grosseto l’11 febbraio 2015 Schettino è stato condannato a 16 anni di reclusione e un mese di arresto. Schettino ha fatto appello chiedendo anche l’assoluzione. Ma a Firenze i suoi difensori hanno ascoltato una quantificazione di pena superiore a quella della procura di Grosseto l’anno scorso. Alla prima udienza del processo di appello a Firenze il 28 aprile schettino non si è presentato, e la medesima cosa è accaduta oggi che al processo di appello è il giorno della difesa di Schettino, non si è presentato. 
Il naufragio della Costa Concordia, è avvenuto all'isola del Giglio il 13 gennaio 2012 e ha causato la morte di 32 persone; secondo il sostituto Procuratore Generale Giancarlo Ferrucci vale 27 anni di reclusione e tre mesi di arresto.

Processo Concordia: non c’è traccia di Schettino ma “rispunta” la sua telefonata

A prendere la parola per primo, oggi, è l'avvocato Donato Laino, difensore del comandante, che attacca subito parlando della famosa telefonata tra Schettino e il capitano Gregorio De Falco: "Quella telefonata è stata estratta dal disco madre della Capitaneria di porto di Livorno il 14 gennaio, quando ancora non si sapeva quanti morti c'erano. Quella telefonata è stato il leit-motiv per definire codardo il comandante Schettino. Tutti i file vennero estratti il 18 e 21 gennaio e solo quello fu estratto il 14 gennaio. Ancor oggi non si è scoperto chi ha rivelato il segreto istruttorio: eppure chiunque era in grado di scoprire questo reato gravissimo, perché ha condizionato le indagini, riversando tutte le responsabilità su Schettino".
E ancora, in merito alle vittime: "I morti ci sono stati perché il sistema intero non ha funzionato. Ad esempio, la responsabilità della morte dei lavoratori della nave non può essere attribuita solo a Schettino, ma anche al responsabile della sicurezza. E, invece, Schettino è imputato anche di questo".
La condanna attuale per la quale la difesa ricorre è 5 anni per naufragio colposo, 10 anni per omicidio colposo, un anno per abbandono di incapaci e un mese per le mancate comunicazioni. Per tutti i reati è stato riconosciuto il vincolo della continuazione.  

autore / Luca Lippi
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