Alimenti rossi e cotti, mai verdi: così il cervello sceglie il colore dei cibi

19 novembre 2016 ore 13:12, Americo Mascarucci
Il cervello ama i cibi di colore rosso e rifiuta quelli verdi. 
L'ultima scoperta è contenuta in uno studio della Scuola internazionale superiore di studi avanzati (Sissa) di Trieste, pubblicato sulla rivista Scientific Reports. 
I ricercatori in questo studio hanno ipotizzato che, nel corso dell'evoluzione, il nostro sistema visivo si sia adattato a questa regolarità. 
"I partecipanti ai nostri esperimenti valutano come più stimolanti e calorici i cibi il cui colore tende al rosso, mentre accade il contrario per quelli verdi" spiega Giulio Pergola, ricercatore all'Università di Bari fra gli autori della ricerca. 
"I cibi cotti sono sempre preferiti perché rispetto a quelli naturali, a parità di quantità, offrono più nutrimento - aggiunge Raffaella Ida Rumiati, che ha coordinato l'indagine
Alimenti rossi e cotti, mai verdi: così il cervello sceglie il colore dei cibi
Più un cibo tende al rosso più è probabile che sia nutriente, mentre quelli verdi tendono a essere poco calorici, quindi meno utili per la sopravvivenza dell'organismo. 

"Non si tratta però di un'informazione veritiera e dunque ci suggerisce la presenza di meccanismi evolutivi molto antichi, precedenti all'introduzione della cottura - spiega lo studio - Questo significa che il codice colore del sistema visivo si attiva, correttamente, solo con gli stimoli alimentari
"Nel caso dei cibi non processati (quindi non cotti, conditi o cucinati insieme) il colore è un buon fattore per valutare l'apporto calorico", spiega la ricerca. 
"Questo però non è vero e dunque ci suggerisce la presenza di meccanismi evolutivi molto antichi, precedenti all'introduzione della cottura". 
La ricerca pubblicata su Scientifc Repotrts ha inoltre mostrato una predilezione per i cibi cotti rispetto a quelli crudi, sempre legata al fatto che gli embrionali sistemi di cottura garantivano la totale eliminazione dei batteri presenti in natura e ponevano dunque l'uomo cacciatore-raccoglitore al riparo da rischi legati ad intossicazioni e infezioni.

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