Della Noce di Zelig dorme in auto. Quanto gli è costata la separazione

19 ottobre 2017 ore 14:51, Luca Lippi
Marco Della Noce ridotto a dormire in auto. Cabarettista e doppiatore, noto al pubblico televisivo di Zelig come spalla di Bisio o ancora meglio, nelle vesti del personaggio ‘Oriano Ferrari’, è l’ultima vittima ‘nota’ di una separazione matrimoniale. Il sorriso che ha caratterizzato 30 anni della sua carriera e che spuntava nei suoi spettacoli dal passamontagna rosso del suo personaggio preferito, è ormai scomparso. Marco Della Noce ha perso la casa e dorme in macchina, per usare le sue parole “rovinato dopo la separazione dalla moglie".
Della Noce di Zelig dorme in auto. Quanto gli è costata la separazione

Dopo la separazione, per Della Noce è cominciato il classico calvario che affligge quasi tutti i separati costretti al mantenimento del coniuge. Per l’attore e comico Della Noce il travaglio non è diverso da quello di migliaia di altre persone nella medesima situazione. A causa dell’assegno di mantenimento l’ex ‘meccanico della Ferrari’ si è ritrovato a non potere più riuscire a sopravvivere, lasciando indietro affitti da pagare e spese ordinarie. Da qui, lo sfratto dalla casa di Lissone, il pignoramento della partita iva (per arretrati del mantenimento) e l’onta di doversi rivolgere ai servizi sociali per trovare un appiglio cui sorreggersi dal tracollo. Ha dichiarato al Giorno:  "Mai avrei pensato che, dopo trentacinque anni trascorsi a far ridere, mi sarei trovato a piangere per una situazione che non auguro a nessuno". Dorme in macchina al momento, e grida la sua disperazione. Lievemente più fortunato degli altri perché almeno la sua storia (non di versa da tutte le altre) trainata dalla visibilità, può almeno essere condivisa e posta sotto i riflettori.
La disgrazia più grande per il comico, è l’impossibilità di lavorare. Ha raccontato: "Stavo girando una scena con Massimo Boldi quando mi hanno detto del pignoramento della partita Iva. Un provvedimento che ha quasi azzerato la mia visibilità professionale. Le tv e le agenzie mi hanno chiuso la porta in faccia, così come molti colleghi che hanno preferito ignorarmi". Ovviamente, con la partita iva bloccata l’attore è stato costretto a smettere di lavorare, "non posso neppure fare fronte alle richieste di mia moglie". Tutto questo ha cagionato una forte crisi depressiva che lo ha costretto a sottoporsi a cure mediche; "Sono in cura al Niguarda. Per fortuna ci sono i miei tre figli. A loro voglio un bene dell'anima".

IL DRAMMA DEI SEPARATI
Probabilmente, nell’accezzione del caso del Della Noce, possiamo ritrovare tutti vizi del classico ‘divorzio all’italiana’, spesso si trasforma in un vero e proprio regolamento di conti dove alla fine uno dei due crolla prima psicologicamente e poi economicamente. E a subirne il peso maggiore, sempre più spesso, sono i padri a causa dell'inadeguata ripartizione del reddito della famiglia. Questo non significa che ci sia una volontà dichiarata da parte di uno dei coniugi. Spesso è la mera china di una disattenzione legislativa.
Obiettivo primario della legge è quello di tutelare il coniuge economicamente più debole riconoscendogli il diritto al mantenimento e garantendo in qualche modo la prosecuzione di quei doveri assistenziali e solidaristici che nascono dal matrimonio. Probabilmente, è proprio qui il problema, il voler garantire l'analogo "tenore di vita" antecedente alla cessazione del matrimonio, a creare i maggiori squilibri. Il diritto a una dignitosa condizione economica spetta a tutte e due le parti.

LA STATISTICA
I padri separati e divorziati sono “i nuovi poveri” (oltre il 46% secondo un Rapporto Caritas 2014): un esercito in aumento anche a causa della crisi economica. Come nel caso di Della Noce non possono più permettersi di pagare un affitto, sono costretti a vivere dentro un'automobile in un parcheggio, o, peggio, ridotti al ruolo di clochard, con il conseguente deterioramento anche dei rapporti con i figli.

L’ULTIMA LEGGE A TUTELA DEI PADRI SEPARATI
Il 10 maggio 2017, è stata pubblicata la sentenza cass.civ. N. 11504-2017 ,con la quale la Cassazione ha finalmente posto il principio per il quale il diritto all’assegno divorzile trova il suo unico presupposto nella mancanza di autosufficienza economica, eliminando il parametro del “tenore di vita”, in base al quale è sempre stato gioco facile imporre un assegno, anche minimo, all’ex marito.

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autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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