Agrumi "amari" d'estate, aumenta il rischio di cancro alla pelle

02 luglio 2015, Americo Mascarucci
Quante volte vi hanno detto che per stare in buona salute è necessario consumare il maggior numero possibile di agrumi?

Agrumi 'amari' d'estate, aumenta il rischio di cancro alla pelle
Il binomio agrumi= buona salute sembrava indissolubile ma soprattutto indiscutibile come sostenere che il solo produce calore. Ebbene, da oggi non è più così. Anche gli agrumi infatti avrebbero i loro effetti nocivi per la salute. Possibile? Purtroppo sì, almeno stando ad uno studio della prestigiosa Brown University i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Journal of Clinical Oncology.

Questo studio sembrerebbe aver  individuato un possibile legame tra il consumo quotidiano di arance e pompelmi e un aumento del 36% del rischio di sviluppare melanoma, il tumore della pelle più pericoloso. Una notizia destinata a far accapponare la pelle a chi, cominciando da chi scrive, beve un arancio ogni mattina e soprattutto nel periodo estivo non si fa scrupolo di abusare di pompelmi e limonate.  

La ricerca condotta dalla Warren Alpert Medical School, ha preso in esame oltre 100mila americani - 63.810 infermiere e 41.622 maschi professionisti sanitari - scoprendo un'associazione inattesa: 1.840 partecipanti hanno sviluppato melanoma nel corso dei test. I volontari che consumavano una porzione di agrumi o di succo di agrumi più  volte al giorno hanno evidenziato rischi di melanoma più alti addirittura del 36%, rispetto a chi mangiava questi frutti meno di due volte a settimana. Una porzione di agrumi viene considerata equivalente a un'arancia, mezzo pompelmo o un bicchiere di succo.

Tutta colpa di una sostanza, detta furocoumarins, largamente contenuta negli agrumi. Si tratta di un ingrediente fotoattivo che innesca un meccanismo di difesa per i frutti, rispondendo intensamente agli stimoli dei raggi ultravioletti. La pelle di chi consuma grandi quantità di 'furocoumarins' diventerebbe così estremamente più sensibile all'esposizione al sole.

Si tratta soltanto di uno studio ancora tutto da confermare ma già la notizia di per sé è stata sufficiente a scatenare il panico fra i consumatori, dividendo anche la comunità scientifica fra gli intransigenti fautori del binomio “più agrumi più salute” e chi invece considera attendibili o quanto meno meritevoli di approfondimento i dati diffusi dallo studio in questione.

Che fare nel frattempo? Bella domanda. Sicuramente non bisogna farsi condizionare dalla paura, né lasciarsi prendere dal panico o addirittura rinunciare agli agrumi. Magari a scopo cautelativo si potrebbe limitarne il consumo senza abusarne. Ma questo vale per ogni prodotto perché alla fine non c è prodotto che non produca effetti collaterali. Ma allora si può forse vivere ossessionati dal timore di beccarsi le malattie? Come dice un vecchio proverbio fatto su misura per gli ipocondriaci attenti a tutto pur di non beccarsi i malanni “non ha alcun senso vivere da malati per morire sani”. 
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