Matteo Salvini ha dormito al Cara di Mineo, come Chaouki a Lampedusa

02 maggio 2017 ore 15:55, intelligo
Il segretario della Lega in branda. Matteo Salvini è sbarcato al Cara di Mineo, ma come polemista. Un selfie alle 7,30 di mattina racconta con una foto e un messaggio: "Buongiorno dal più grande Centro per Immigrati d'Europa, in Sicilia! Stanotte 3.300 ospiti più uno, che ha dormito in branda e si è appena fatto la doccia".
Poi racconta così la giornata che lo aspetta: "Alle mie spalle il sole che sorge, una delle villette che prima erano affittate ai soldati americani e adesso sono offerte agli immigrati africani, e una moschea gonfiabile a loro disposizione. Spesa di oltre 100.000 euro al giorno, pagano gli italiani. A dopo, che vi racconto tutto...".
E' stata Agorà la prima trasmissione "a ficcare il dito nella notizia" e in collegamento stamattina aveva passato la parola al giovane leader leghista: "3300 richiedenti asilo per una spesa di 100 mila euro al giorno. Centomila euro che secondo me sarebbero spesi meglio aiutando in Africa questa gente a non scappare da casa". Alla fine la polemica è
Matteo Salvini ha dormito al Cara di Mineo, come Chaouki a Lampedusa
servita: "Un centro commerciale di carne umana, che non integra nessuno. Ho osservato abusi di vario tipo: si vendono televisori a schermo piatto, stereo, telefonini, scarpe nuove, pantaloni, ma soprattutto quello che contesto è che questa sia integrazione. Sono centomila euro al giorno, spesi male per gente che non scappa dalla guerra". 
Ma è alla Merkel che riserva il suo messaggio di denuncia più forte: "Tre Ong che battono bandiera tedesca che si stanno rifiutando di essere audite dal Parlamento italiano perché non vogliono dichiarare chi le finanzia: ebbene, se qualcuno ha qualcosa da nascondere, evidentemente non è in mezzo al mare per fare del bene, ma per fare quattrini. Sono i nuovi schiavisti del Duemila". 

COME CHAOUKI.Buongiorno Italia. Un abbraccio da Lampedusa nella viva speranza di un cambiamento concreto per l’Italia e per i rifugiati in fuga da guerre e dittature!”, scriveva Khalid Chaouki a dicembre 2013, deputato del Pd, sulla sua pagina Facebook, nei giorni di protesta nel Cie di Lampedusa (in questo caso al secondo giorno di protesta). Entrare è un diritto di ogni parlamentare della Repubblica italiana e lui aveva deciso di restare lì, insieme ai migranti, fino a quando non sarebbero usciti tutti. “Qui nel Cspa di Lampedusa ho trovato una situazione di grave violazione della legge, che lo Stato deve affrontare immediatamente. È illegalità di stato, è inaccettabile” aveva dichiarato il deputato del Pd Khalid Chaouki che si era rinchiuso a oltranza per protesta nel centro di Contrada Imbriacola. Ma la denuncia di Chaouki aveva tutt'altro tenore: “Qui la situazione è tragica - accusava. Le condizioni igieniche e sanitarie sono quelle che avevo già trovato dopo il 3 ottobre e questo è già uno scandalo. Ci sono ancora i siriani sopravvissuti al naufragio dell’11 ottobre che sono in sciopero della fame e della sete e sette eritrei sopravvissuti all’altro naufragio, quello del 3 ottobre, fra cui una ragazza, che sono in grande depressione e abbandonati. Non si capisce perché sono qui a distanza di mesi, sono persone che avremmo dovuto accogliere e sostenere. E’ una situazione di totale illegalità e una vergogna inenarrabile, abbiamo celebrato i funerali dei morti e invece i vivi li stiamo trattando in questo modo, è inaccettabile. Le stanze dove dormono sono invase dall’acqua per le infiltrazioni, i bagni sono allagati e in condizioni pietose, non c’è una mensa, per cui mangiano dove dormono. La situazione è disastrosa, avrei sperato di trovarla migliorata dopo il grande movimento popolare che abbiamo sollevato, ma purtroppo nessuno si è mosso".
autore / intelligo
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