Bufera web su Poletti: cervelli in fuga "meglio che fra i piedi". Quante frasi infelici

20 dicembre 2016 ore 10:36, Americo Mascarucci
"Centomila giovani se ne sono andati dall’Italia? Sì, ma “non è che qui sono rimasti 60 milioni di pistola. Conosco gente che è andata via e che è bene che stia dove è andata, perché sicuramente questo Paese non soffrirà a non averli più fra i piedi".
Sembra proprio che il riconfermato ministro del Lavoro Giuliano Poletti faccia di tutto, ma proprio di tutto per scatenare polemiche.
Prima la dichiarazione sulla volontà di anticipare le elezioni per scongiurare il referendum sul Jobs Act qualora la Consulta lo reputi ammissibile, adesso l'ultioma sconcertante frase sui giovani che vanno all'estero.
Dichiarazioni che inevitabilmente hanno scatenato una bufera social non soltanto politica.
Tanti in queste ore stanno letteralmente subiussando di proteste il Ministro con l'invito da parte di qualcuno "a togliersi lui definitivvamente dai piedi".
Poletti visto il caos scatenato ha provato a metterci una pezza.
"Non mi sono mai sognato di pensare che e' un bene per l'Italia il fatto che dei giovani se ne vadano all'estero. Evidentemente mi sono espresso male e me ne scuso", si legge nella nota di precisazione".
Ormai però la frase ha scatenato il putiferio e riparare non sarà facile.
Per il Governo Gentiloni non è certo un buon inizio fra ministri con finte lauree e altri che (s)parlano a ruota libera.
Bufera web su Poletti: cervelli in fuga 'meglio che fra i piedi'. Quante frasi infelici

Non è tuttavia la prima volta che un ministro prende di mira i giovani.
Elsa Fornero ministro del Lavoro del Governo Monti disse dei giovani: "I giovani italiani non devono essere troppo “choosy”, come andava invece predicando Steve Jobs (“stay hungry, stay choosy”), cioè non devono essere troppo esigenti perché “non sono nelle condizioni di essere schizzinosi”. Insomma, prendete il lavoro che vi capita, qualunque esso sia, e provate a tenervelo stretto. 
Gli fece eco la collega Anna Maria Cancellieri che disse: "Il posto fisso oggi è un’illusione. Se ne devono fare una ragione i giovani italiani che sono ancora “fermi” all’idea del lavoro a vita, “nella stessa città e magari accanto a mamma e papà.
Poi fu la volta del viceministro al Welfare del Governo Monti Michel Martone che disse:
"Dobbiamo dire ai nostri giovani che se a 28 anni non sei ancora laureato sei uno sfigato, se decidi di fare un istituto tecnico professionale sei bravo. Essere secchione è bello, almeno hai fatto qualcosa". 
Come dimenticare il Ministro dell'Economia del Governo Prodi Tommaso Padoa Schioppa e quel "mandiamo i bamboccioni fuori di casa".
Per par condicio poi va ricordato il ministro del Governo Berlusconi Renato Brunetta che trovandosi di fronte un gruppo di precari che lo contestava disse loro: "Voi siete l'Italia peggiore".
Insomma, Poletti è in buona compagnia

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