Satira choc di Charlie Hebdo con la morte sugli sci. Pirozzi risponde

20 gennaio 2017 ore 22:39, Micaela Del Monte
Charlie Hebdo è tornato a far parlare di sé e ovviamente per una vignetta che è risultata (nuovamente) poco rispettosa verso le vittime del terremoto del Centro Italia. Era già avvenuto dopo il 24 agosto scorso e quella volta la toppa fu peggio del buco visto che le vignette furono addirittura due. Questa volta il giornale satirico francese è tornato alla carica rappresentando la morte con gli sci ai piedi e le falci sotto braccio a mo' di racchette, mentre cavalca una slavina che travolge il paesaggio: “La neve è arrivata ma non ce ne sarà per tutti” – si legge nel nuovo schizzo. E così dopo le metafore tra pasta e vittime del sisma, ecco la vignetta della morte con tanto di slavina al seguito. 

Un chiaro riferimento a quello che sta accadendo in queste ora all'Hotel abbruzzese Rigopiano. Il disegno, firmato Juin, sta scatenando un mare di reazioni indignate sui social network e nella stessa bacheca Facebook di Charlie così come fu per le vignette riferite ad Amatrice.

“L’ennesima vergogna”, commenta il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi a IlGiornale. Il primo cittadino d’Amatrice – voce e simbolo di tutti i sindaci in trincea in questa stagione così dolorosa per il Centro Italia – a settembre scorso aveva già depositato presso la procura del Tribunale di Rieti una denuncia-querela per diffamazione aggravata contro il periodico francese reo d’aver paragonato le vittime del sisma di agosto a “penne al sugo di pomodoro, penne gratinate e lasagne”. All’epoca quel disegno fece così scalpore che persino l’Ambasciata di Francia in Italia prese le distanze dai vignettisti che – però – alle accuse risposero con una nuova illustrazione choc dal titolo: “Italiani, non è Charlie Hedbo che costruisce le vostre case, ma la mafia”. "Sarebbe bello – ha spiegato Pirozzi – realizzare una contro-vignetta che raffiguri le persone messe in salvo dai nostri soccorritori perché noi siamo il popolo della vita”. Non solo un messaggio di speranza quello di Pirozzi, ma anche di gran classe.

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