L’ultimo furbetto, vigile timbrava e senza divisa andava a pesca

20 luglio 2016 ore 13:51, intelligo
di Luciana Palmacci

Un maresciallo dei vigili urbani di Pescara timbrava il cartellino e poi se ne andava a spasso sul lungomare, a pesca con gli amici o a giocare al videopoker. Si sarebbe dovuto occupare del controllo ambientale ed ecologico del parco D’Avalos e invece preferiva trascorrere le proprie giornate 'lavorative' facendo altro. Per questo c’è voluto poco per finire nel mirino della Guardia di Finanza che, nei due mesi di pedinamenti e osservazioni, hanno documentato la sua giornata da 'furbetto del cartellino': dopo aver provveduto alla timbratura del badge personale, peraltro presso il palazzetto dello sport di via Elettra o presso lo stabile dell’ex Aurum, contravvenendo alla disposizione di servizio che gli imponeva di timbrare presso la sede del Comando di via del Circuito, non si sarebbe mai recato a svolgere la propria attività istituzionale, senza scomodarsi nemmeno di indossare la divisa di ordinanza, preferendo una più comoda tuta da ginnastica per dedicarsi sistematicamente alle più piacevoli e meno faticose attività di natura personale e privata.

L’ultimo furbetto, vigile timbrava e senza divisa andava a pesca

Secondo i tabulati di presenza era sempre in servizio, dal lunedì al sabato, per l’intero turno lavorativo, ma solo sulla carta, infatti come accertato dalle Fiamme Gialle pescaresi, l’uomo durante tutto il periodo di monitoraggio, non avrebbe dedicato alla propria attività lavorativa neanche un’ora del proprio tempo, pur avendo regolarmente indicato la propria presenza sul lavoro tanto da conseguire l’intero stipendio mensile, con salario base di 1600 euro. Al termine delle indagini, il maresciallo è stato posto agli arresti domiciliari.

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