L'anestesista è donna, paziente rifiuta intervento: decisiva la moglie

20 luglio 2017 ore 9:56, Americo Mascarucci
Rifiuta di farsi operare perché l'anestesista che dovrebbe addormentarlo è una donna. E' accaduto all'ospedale San Paolo di Savona e per tutta risposta la vicenda si è conclusa con il paziente che se ne è tornato a casa senza intervento. Per il paziente infatti, un uomo di 70 anni le anestesiste dell'ospedale avrebbero la fama di non essere brave. Ragione per cui lui, supportato dalla moglie, ha insistito nel rifiutare la presenza in sala operatoria della dottoressa. L'uomo doveva essere operato per un ernia inguinale.
L'anestesista è donna, paziente rifiuta intervento: decisiva la moglie

LA VICENDA 
"Non la prenda come un fatto personale ma non mi fido delle anestesiste del San Paolo, mi hanno detto che non siete brave".Così l'uomo si è rivolto all'anestesista che chiedeva spiegazioni sul perché la sua presenza in sala operatoria lo disturbasse tanto. Infuriata la donna ha chiamato il chirurgo facendogli presente il problema e chiedendogli come procedere. Il medico le ha risposto che consultato il primario la sua presenza in sala restava confermata. Il paziente insomma avrebbe dovuto scegliere fra essere addormentato dall'anestesista di turno o tornarsene a casa. 
L'uomo però non ha sentito ragioni pretendendo che fosse chiamato un anestesista uomo. A quel punto la dottoressa che fino a quel momento aveva trattenuto la rabbia e cercato una mediazione con l'uomo e con sua moglie per convincerli a superare la loro diffidenza, sarebbe sbottata. "Quello che vi posso dire è che questa non è una clinica privata, non si va per scelte attraverso i cataloghi. Noi abbiamo questo organico e oggi sono previste queste presenze. Se vi va bene d’accordo, andiamo in sala operatoria e facciamo quello che dobbiamo fare, altrimenti il mio primario vi consiglia una firma sulla cartella di dimissioni e un intervento in una struttura privata dove potrete pretendere qualunque cosa vogliate. Adesso, se non vi dispiace, ho da fare. Buongiorno". 
Così la donna se ne è andata lasciando decidere al paziente se accettare le condizioni dell'ospedale o andarsene. E l'uomo per tutta risposta ha firmato la lettera di dimissioni e se ne è tornato a casa. Pare che a spingerlo a questa drastica decisione sia stata la moglie, più convinta del marito nel sostenere la tesi dell'incompetenza delle anestesiste donne. E pare sia stata lei a tenere testa fino all'ultimo alla dottoressa dicendo che se non trovavano un altro anestetista uomo, il marito non si sarebbe fatto operare. Così è stato. Alla faccia della tanto decantata solidarietà femminile. L'uomo pare dovrà comunque pagare il costo degli esami che gli sono stati effettuati nella struttura in preparazione dell'intervento rifiutato. Il minimo secondo l'Azienda sanitaria per quello che è considerato un comportamento insensato e discriminatorio. 

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