Il matrimonio resiste al cambio di sesso: le Alessandra restano sposate

21 aprile 2015, intelligo
Il matrimonio resiste al cambio di sesso: le Alessandra restano sposate
Il cambio di sesso non ha effetti sul matrimonio. Al centro del caso, su cui i giudici della Cassazione hanno espresso la propria opinione, una coppia eterosessuale in cui uno dei due coniugi ha cambiato la sua identità sessuale. 

La sentenza sarà valida ma solo finché il parlamento non legifererà sulle unioni omosessuali. E c'è un altro limite o vincolo giuridico: la decisione non determina "l'estensione del modello di unione matrimoniale alle unioni omoaffettive". 

Il matrimonio resiste al cambio di sesso: le Alessandra restano sposate
Alessandro B. e Alessandra T.
restano sposate con nozze concordatarie, nonostante fosse stata dichiarata la cessazione degli effetti civili del matrimonio in seguito alla "domanda di rettificazione e attribuzione di sesso femminile" avanzata da lui, lo sposo, che da allora in poi si sarebbe chiamato Alessandra. Da qui è partita una battaglia per rimanere sposate. 

Contro il divorzio che la legge imponeva, prima si è pronunciata la Consulta che aveva già dichiarato l'illegittimità ( "la rimozione degli effetti della caducazione automatica del vincolo matrimoniale sul regime giuridico di protezione dell’unione, fino a che il legislatore non intervenga a riempire il vuoto normativo, ritenuto costituzionalmente intollerabile, costituito dalla mancanza di un modello di relazione tra persone dello stesso sesso all’interno del quale far confluire le unioni matrimoniali contratte originariamente da persone di sesso diverso e divenute, mediante la rettificazione del sesso di uno dei componenti, del medesimo sesso").

Poi la Cassazione che ha accolto il ricorso "conservando" il loro matrimonio e quindi "il riconoscimento dei diritti e doveri conseguenti al vincolo matrimoniale legittimamente contratto fino a quando il legislatore non consenta ad esse di mantenere invita il rapporto di coppia giuridicamente regolato con altra forma di convivenza registrata che ne tuteli adeguatamente diritti ed obblighi".

Insomma, si potrebbe dire, che c'è il primo matrimonio tra due donne valido per legge. almeno fino a che il Parlamento non interviene in materia. 
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