Infermiera anti-vaccini "in fuga": niente social, telefono e lavoro

21 aprile 2017 ore 9:31, Micaela Del Monte
Fingeva di vaccinare i piccoli pazienti ma in realtà gettava le fiale, per questo motivo un'infermiera di Treviso era stata allontanata dal centro di vaccinazione e trasferita in un altro reparto. Ora però della donna sembra non ci sia più traccia: ha cancellato i profili sui social, non risponde al cellulare e da due giorni non si presenta al lavoro. L'Asl 2 di Treviso non ha ricevuto alcuna spiegazione e l'assenza ingiustificata aggrava la sua posizione. La direzione, infatti, potrebbe licenziarla. Accertamenti anche all'Aas 3 "Alto Friuli", dove la donna aveva operato prima di arrivare a Treviso.

Infermiera anti-vaccini 'in fuga': niente social, telefono e lavoro
IL CASO
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Alcuni colleghi della donna pare avessero notato che nessuno dei bambini piangesse nel momento in cui venivano vaccinati: particolare decisamente insolito visto che di norma la puntura dell'ago non è mai stata indolore per i piccoli.  "A noi interessa la salute dei cittadini e assicurare quei servizi della cui erogazione siamo incaricati - sottolinea Francesco Benazzi, direttore generale dell'azienda sanitaria - In questo frangente, il sistema ha dimostrato di essere all'altezza. Se un'operatrice, infatti, può essere venuta meno ai suoi compiti, il fatto non è passato inosservato ai colleghi che subito se ne sono accorti e hanno attivato tempestivamente tutti quei percorsi a garanzia dei cittadini e dell'azienda".

CAMPAGNA DI RICHIAMO - La Asl avrebbe avviato una campagna di richiamo per 500 pazienti. Le giornate vaccinali straordinarie e mirate per varie patologie sono state fissate nei giorni 24 e 28 aprile, e 2 e 6 maggio al dipartimento di prevenzione di Treviso. L'infermiera, secondo l'Azienda sanitaria, aveva eseguito vaccinazioni soltanto per tre mesi. 

I DUBBI - Dubbi sul suo lavoro erano nati a giugno dello scorso anno, e i Nas e la Procura di Treviso aveva avviato un'indagine, per capire se veramente la donna fingesse di fare i vaccini, gettando le fiale ancora piene nel raccoglitore apposito. L'inchiesta a carico dell'operatrice sanitaria si era conclusa con l'archiviazione da parte del Gip che aveva riscontrato come non vi fossero elementi sufficienti per proseguire l'azione penale. Ora la Procura della Repubblica di Treviso, come confermato dal Procuratore Michele Dalla Costa, sta valutando l'opportunità di riaprire o meno l'indagine a carico dell'assistente sanitaria.

PIU' VOLTE SPOSTATA - Scoppiato il caso, l'infermiera era stata trasferita proprio al centralino che fissa gli appuntamenti per i vaccini. Ma anche qui sarebbe venuta meno agli obblighi professionali, non prendendo le prenotazioni. Risultato: c'era rimasta solo un giorno, spostata in un altro ufficio, non a diretto contato con il pubblico. Mentre il fronte interno, quello disciplinare, si muove spedito, non è ancora chiaro se la Procura di Treviso riaprirà o meno il caso, dopo la prima archiviazione decisa nel giugno 2016.

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