La ‘Iena’ Pelazza a processo per camera nascosta: rischia effetti penali

21 giugno 2016 ore 12:59, intelligo
di Luciana Palmacci  

La ‘Iena’ Luigi Pelazza, storico conduttore del programma ‘Le Iene Show’, è comparso in tribunale a Torino per essere ascoltato in un processo in cui compare nella veste di imputato di concorso in sostituzione di persona. Non nuovo a cause giudiziarie derivanti dalla sua attività giornalistica, sarebbe accusato di aver girato un video con una microcamera nascosta in una comunità per persone affette da disagio mentale. Le immagini mostravano l'incontro fra una donna e la figlia, ospite della struttura. Era arrivato lì su sollecitazione di una donna, madre di una ragazza chiamata Katia, che aveva denunciato allo show come fosse stata allontanata dalla figlia a causa della degenza coatta. Pelazza avrebbe spiegato che il servizio fu effettuato da un collega (che è stato giudicato con il rito abbreviato) e che lui si limitò a fare la cosiddetta ‘chiusura’, vale a dire il volto narrante di alcuni passaggi. 
La ‘Iena’ Pelazza a processo per camera nascosta: rischia effetti penali

Rispondendo alle domande dell'avvocato di parte civile Pelazza avrebbe affermato di essere stato giornalista fino al 2013 sottolineando però che "il diritto di cronaca non vale solo per i giornalisti, perché è garantito dall'articolo 21 della Costituzione". Prima di uscire da Palazzo di Giustizia, la 'Iena' è stato avvicinato da alcuni fan, con i quali si è lasciato fotografare. Il processo continuerà a settembre. 

Già era successo un caso simile con Filippo Roma quando tuonò contro l'emendamento che prevede il carcere per chi pubblica intercettazioni o video realizzati con una telecamera nascosta. Per l'inviato è "una vera e propria mannaia, un fallo da dietro al nostro lavoro, un intralcio alla libertà giornalistica. Per noi, farlo di nascosto è assolutamente essenziale. È vero che a volte succede che documentiamo dei reati e il materiale finisce in mano ai magistrati, ma quasi sempre le nostre inchieste non vanno a finire agli atti dei processi. La telecamera nascosta è la nostra penna".
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