Al parroco: "Non citare il fascista Muti". E lui attacca le unioni gay

22 agosto 2016 ore 9:57, Americo Mascarucci
La commemorazione per l’anniversario della morte del gerarca fascista Ettore Muti è diventata l’occasione per attaccare la recente legge sulle unioni civili voluta dal Governo Renzi e approvata dal Parlamento.
La commemorazione è andata in scena al cimitero di Ravenna dove ad officiare la messa è intervenuto don Lorenzo Lasagni, parroco di Pisignano di Cervia. 
Muti  fu aviatore, militare e, per un anno, segretario del Partito nazionale fascista. Fu ucciso dopo la caduta del fascismo, in circostanze mai chiarite durante un inseguimento da parte dei Carabinieri.
Don Lasagni durante l’omelia  si è scagliato contro "l'attacco frontale e sconsiderato all'istituto della famiglia basata sull'unione tra uomo e donna e le combinazioni arcobaleno contro natura: la natura non è un'opinione". 
Tante le richieste alle autorità per vietare la cerimonia che alla fine si è svolta regolarmente e senza disordini: sono intervenuti l’Anpi, i sindacati Cgil, Cisl e Uil, i deputati di Sinistra Italiana e Possibile Giovanni Paglia e Andrea Maestri, la lista civica di sinistra Ravenna in Comune. Secondo l’Anpi, la celebrazione di Muti "ha perso il suo mero carattere commemorativo, ed è diventata una manifestazione che esalta un nuovo fascismo. A volte lo fa esplicitamente, e a volte con altri nomi e altre sigle. Questa è apologia, ed è vietata".

Al parroco: 'Non citare il fascista Muti'. E lui attacca le unioni gay
Il parroco non ha però gradito gli attacchi e ha replicato definendo l’Anpi e le altre realtà che si sono opposte alla cerimonia "moderni don Rodrigo che con l’aiuto di sinistri Bravi progettano di mandare a monte un momento di preghiera e umanità".
Il sindaco di Ravenna Michele De Pascale pur criticando la manifestazione aveva spiegato nei giorni scorsi di non poterla impedire essendo "consentita dal regolamento di polizia mortuaria" pur invitando il prefetto e il questore ad impedire "l’ingresso alle persone munite di bandiere, drappi o vessilli, e ogni tipo di orazione all’interno dell’area cimiteriale e ogni gestualità inneggiante al fascismo".
Anche il vescovo di Ravenna aveva inviato nei giorni scorsi una lettera a Don Lasagni ordinandogli di non esaltare Ettore Mutti nell’omelia come fatto in passato. Il parroco ha seguito le direttive e infatti dopo aver informato i presenti dell'ammonizione del vescovo e dell'obbligo di non parlare di Muti, ha attaccato le unioni gay definendole appunto "contro natura". Il vescovo avrà gradito? Anche perché il sacerdote ha pure precisato di aver inviato per conoscenza preventivamente il testo dell'omelia al suo superiore. 

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