"Non mi disturba affatto": i chirurghi distratti dai cellulari come Verdone

22 luglio 2015, Andrea De Angelis
"No, non mi disturba affatto". La celebre frase di Carlo Verdone, pronunciata a più riprese nel film "Viaggi di Nozze", è l'emblema di chi, pur trovandosi in una situazione a dir poco delicata, preferisce comunque rispondere al telefono. 
Aprire cioè un secondo canale di dialogo che reputa evidentemente importante, nonostante si trovi già impegnato in un'attività che richiederebbe il massimo delle forze e, soprattutto, della concentrazione. 

'Non mi disturba affatto': i chirurghi distratti dai cellulari come Verdone
Autisti e conducenti, studenti e professori, negozianti e clienti: quante volte la risposta alla vostra domanda è arrivata in ritardo perché l'altro era distratto dal proprio cellulare?

A questo noto elenco si aggiungono ora anche i chirurghi, almeno ascoltando quanto successo negli Stati Uniti dove il dibattito si è aperto dopo la morte, nel 2011, di un uomo presumibilmente causata dalla distrazione dell'anestesista. Questa, intenta ad inviare email ed sms, non avrebbe guardato i monitor di controllo per circa 20 minuti, da cui il decesso dello sfortunato paziente.  

Se il phone supera lo smart (ovvero se il telefono ha la meglio sull'intelligenza), i pericoli sono dietro l'angolo. Sia a livello di relazioni interpersonali (l'individuo potrebbe risultare saccente o come minimo indisponente) che di risultati (la distrazione, basti pensare quanto accade al volante, può causare vere e proprie tragedie). 

Stesso discorso vale evidentemente per gli ospedali.
 
Diego Piazza, presidente dell’Associazione dei chirurghi ospedalieri italiani ha parlato di quella che è la situazione italiana riguardo tale problema.“La regolamentazione dei telefoni cellulari in sala operatoria è affidata alle direzioni sanitarie delle strutture e non sono previste disposizioni nazionali. Questo libero arbitrio crea situazioni a “macchia di leopardo”, mentre dovrebbero essere sempre garantite la sicurezza e la privacy del paziente. Ma c’è anche un altro aspetto: non si può lasciare il chirurgo isolato per ore durante lunghe operazioni”.

"In Italia non mi risultano episodi come quello avvenuto in Texas, ma è chiaro che il problema va risolto", ha concluso Piazza. 


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