Barriere coralline uccise dalle creme solari, quando è scienza e quando bufala

22 ottobre 2015, Americo Mascarucci
Barriere coralline uccise dalle creme solari, quando è scienza e quando bufala
Pericolo reale o ennesima bufala? 

Eh sì, perché se ne sentono davvero tante, che diventa difficile certe volte capire se certi allarmi lanciati sono reali o se invece vanno ricondotti nel novero delle leggende metropolitane. E sui coralli di bufale se ne sono sentite spesso come la proposta giunta da un’azienda funebre americana di utilizzare i resti della cremazione per creare una barriera corallina, trattando i resti in strutture atte a creare l’habitat ideale per pesci ed altre creature marine.

Adesso pare che sia diventato molto pericoloso tuffarsi in mare dopo essersi spalmati la crema solare sul corpo, ma non per l'individuo, bensì per i coralli. E stavolta non si tratterebbe affatto di una bufala

Secondo uno studio statunitense infatti le creme abbronzanti conterrebbero una sostanza chimica, il benzofenone-3 che comprometterebbe la sopravvivenza delle barriere coralline. 

Questa sostanza potrebbe venire a contatto con i coralli in diversi modi, sia tramite i bagnanti che si tuffano in acqua dopo essersi cosparsi di crema protettiva, sia tramite lo scarico di acque reflue in mare. 

Il benzofenone-3 sarebbe presente in oltre 3500 prodotti solari fra cui quelli più utilizzati durante l’estate. Il contatto con i coralli provoca la malformazione e la morte del corallo stesso. 

Da qui quindi l’allarme degli esperti a rivedere la composizione delle creme solari eliminando il più possibile la presenza di questo agente nocivo. 

Lo studio è stato pubblicato  sulla rivista specializzata Archives of Environmental Contamination and Toxicology nel quale si dimostrano i danni provocati dalla sostanza chimica proprio su quelle barriere coralline più frequentate dai turisti.

«Ai Caraibi abbiamo già perso l’80% dei coralli», hanno affermato i ricercatori, i quali avrebbero scoperto che l’oxybenzone (un derivato del benzophenone-3) danneggerebbe il Dna degli adulti e deformerebbe le larve dei coralli intrappolandole nel loro stesso esoscheletro, rendendole inabili a galleggiare per disperdersi con le correnti marine. Inoltre il composto chimico provocherebbe lo sbiancamento dei coralli, prima causa della loro scomparsa su scala mondiale. Fenomeno che avviene quando i coralli perdono le specifiche alghe microscopiche (zooxantelle) con le quali vivono in simbiosi e dalle quali ricavano nutrimento.

Insomma l’allarme sembrerebbe tutt’altro che infondato e lungi da noi mettere in dubbio le considerazioni di persone certamente esperte nella materia. Tuttavia è possibile che ogni attività umana, anche la protezione della pelle dalle scottature e dalle malattie provocate dall’esposizione al sole, debba diventare un danno ambientale? E poi, davvero i coralli muoiono per le persone che si buttano in mare con la crema solare addosso? Per carità, legittimo considerare gli allarmi della comunità scientifica, ma davvero si dovranno cambiare anche le abitudini più elementari con la pretesa di “salvare il mondo”?

Ad ogni modo l’Europa è già corsa ai ripari fissando la concentrazione massima di benzofenone-3 nelle creme nell’ordine del 10%; ma lo avrebbe fatto per tutelare la salute delle persone che potrebbe essere messa a rischio da una maggiore concentrazione della sostanza a contatto con la pelle. Ora che si è scoperta la nocività sui coralli, anche i prodotti solari saranno messi al bando?

caricamento in corso...
caricamento in corso...