La cagnetta Camilla è il vitello d'oro: ad Amatrice spunta il neopaganesimo

23 agosto 2017 ore 14:36, Americo Mascarucci
E’ stato inaugurato questa mattina ad Amatrice il monumento a Camilla, la border collie di 8 anni morta poco più di due mesi fa durante un'operazione di soccorso, che lo scorso anno lavorò assiduamente insieme ai pompieri per individuare le persone rimaste sotto le macerie del terremoto. L'idea di un monumento per Camilla è venuta al sindaco Sergio Pirozzi sull'onda della commozione dell'intero paese quando è arrivata la notizia della morte del cane che apparteneva al vigile del fuoco di Savona Nicola Ronga. "Il monumento - ricorda il sindaco - lo abbiamo voluto per onorare non solo Camilla, ma tutti i cani che da sempre aiutano l'uomo in queste missioni".
Ad un anno dal violento sisma che devastò il Centro Italia distruggendo Amatrice e zone limitrofe, questo monumento dovrebbe in pratica ricordare  la tragedia e commemorare quanti si sono prodigati per salvare il maggior numero di vite umane.
La cagnetta Camilla è il vitello d'oro: ad Amatrice spunta il neopaganesimo

UN CANE COME EROE
E’ vero, spesso e volentieri l’ausilio dei cani si è rivelato determinante, ma va detto che la scelta del munumento a Camilla non può che lasciare interdetti. Perché francamente ci si sarebbe aspettati che il monumento fosse dedicato ai "veri" eroi del terremoto, ossia gli uomini del soccorso, che in prima linea per giorni e giorni, anche a costo della vita, si sono prodigati senza sosta per scavare, rimuovere le macerie ed estrarre le persone intrappolate sotto il crollo delle abitazioni. Senza nulla togliere al valore degli animali, sono stati i Vigili del Fuoco e le persone in carne ed ossa che si sono spaccate la schiena rimuovendo montagne di detriti a salvare vite, non un cane che per svolgere questo compito deve comunque essere addestrato da uomini. 

IL SEGNO DEI TEMPI
Anche questo è un segno dei tempi, un esempio di quella società neo pagana che onora gli animali più che gli esseri umani? I popoli antichi avevano l’abitudine di identificare le divinità con le bestie: nel tentativo di dare un volto ad un dio che nessuno aveva il privilegio di vedere, le società pagane si rifacevano al culto degli animali identificando ad esempio il dio della forza nel leone, il dio dell’astuzia nella lince,  il dio della prosperità nel coccodrillo e così via. Il popolo ebreo in fuga dall’Egitto il suo Dio lo aveva identificato nel vitello d’oro. 
Il monumento a Camilla assomiglia tanto al vitello d’oro che il popolo ebreo realizzò sfidando Dio con la pretesa di identicarlo. Oggi si può identificare la macchina del soccorso in una cagnetta? E’ vero che un monumento ad un cane sorge anche al Central Park di New York ma davvero ci si può consolare così? Qui non si tratta di amare o meno gli animali ma di riconoscere ad ognuno il proprio ruolo. E soprattutto lasciare ognuno al proprio posto. Chissà cosa direbbe oggi il compianto Bertold Brecht, lui che addirittura riteneva che fosse "beato quel popolo che non ha bisogno di eroi?" di fronte alla nuova moda dell'eroismo a 4 zampe?
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