Figlio di Poletti minacciato di morte: "Leoni da tastiera, li denuncio"

23 dicembre 2016 ore 9:19, Adriano Scianca
Non è un momento facile per la famiglia Poletti. Dopo le polemiche sul ministro Giuliano a causa della sua frase infelice a proposito dei “cervelli in fuga”  anche il figlio Manuel è finito nella bufera per la polemica sui contributi all’editoria ricevuti dal giornale che dirige, Sette Sere. Una questione che ha incendiato gli animi. 

Figlio di Poletti minacciato di morte: 'Leoni da tastiera, li denuncio'

Troppo, se alla fine il figlio del ministro ha presentato una denuncia-querela ai Carabinieri di Faenza “a seguito di pesanti offese ed alcune minacce di morte giunte tramite social network (Facebook in particolare) e via mail contro la mia persona e l’azienda che rappresento, la cooperativa Media Romagna di Ravenna”. Al vaglio dei carabinieri ci saranno tutti i canali di comunicazione informatici (comprese quindi le email) per ricostruire con precisione il quadro e risalire agli eventuali responsabili. In una recente dichiarazione, in difesa di Manuel Poletti, si era schierato il presidente di Legacoop Emilia Romagna, Giovanni Monti che ha parlato di “una vergognosa campagna denigratoria condita da minacce e insulti”. 

La pagina dell'uomo è stata presa d'assalto da utenti inferociti, che hanno attaccato tanto lui che il padre con epiteti irripetibili, mescolando peraltro le due vicende, quella delle dichiarazioni del ministro e quella sui contributi al figlio. Alle critoche Manuel ha replicato con un post: “Un abbraccio affettuoso a tutti i ‘leoni da tastiera’ e agli ‘sputa sentenze’ da talkshow, non cambierete il mio modo di lavorare con passione e di vivere con serenità”.
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