Ricercatrice del bruco mangiaplastica è disoccupata: perché resterà in Spagna

23 maggio 2017 ore 12:59, Andrea De Angelis
Ci sono storie che lasciano a bocca aperta. Tristemente, si intende. Stiamo parlando di una studiosa italiana, di primo livello. Ricercatrice. Così si chiamano coloro i quali dedicano la loro vita a studiare, a fare ricerca appunto. Spesso si dice, anche sui giornali, che in Italia non si punta sulla ricerca. Non si investe. All'estero invece sì, ed è per questo che molti cervelli italiani sono costretti a superare i confini nazionali. Restandoci. Pagati meglio. Non lo fanno il più delle volte, sia chiaro, per arricchirsi. Ma per dignità. Una casa, una famiglia. Ciò a cui ha diritto, senza paura di essere mandato via dopo un anno o sei mesi, ogni lavoratore onesto. Eppure questa volta anche fuori dallo Stivale le cose non vanno come dovrebbero. 

Ricercatrice del bruco mangiaplastica è disoccupata: perché resterà in Spagna
LA STORIA DELLA DOTT.SSA BERTOCCHINI
Il contratto all’Istituto di biomedicina di Cantabria, a Santander, come spiega il Resto del Carlino, sarebbe scaduto e ora la 49enne Federica Bertocchini, originaria di Piombino, si troverebbe alla ricerca di una nuova occupazione. A meravigliarsi - potrebbe dire qualcuno - non dovrebbe essere l'Italia, dove di casi così se ne sono visti e purtroppo ancora se ne vedranno. Eppure stiamo parlando di una studiosa che di recente è finita sulle prime pagine dei giornali per una scoperta davvero eccezionale, che ha fatto appunto il giro del mondo. Immaginare che una simile dottoressa possa essere senza lavoro appare incredibile, ma sembra essere purtroppo vero. 

IL BRUCO MANGIAPLASTICA
Come scrivevamo lo stesso mese, la larva della farfalla Galleria mellonella è in grado di degradare il polietilene, una delle plastiche più utilizzate e diffuse anche nelle buste shopper, difficile da smaltire. Questo parassita degli alveari è usato come esca dai pescatori. Il sui ruolo di  'mangia-plastica' è stato descritto per la prima volta nella rivista Current Biology in una ricerca coordinata dall'università britannica di Cambridge e condotta in collaborazione con l'Istituto spagnolo di Biomedicina e Biotecnologia della Cantabria (Csic). Il nome di Federica Bertocchini era tra quelli di chi ha permesso questa scoperta. 

LA SCOPERTA 
La scoperta è avvenuta casualmente, grazie a un'osservazione della biologa Federica Bertocchini, dello Csic che stava rimuovendo i parassiti dalle sue arnie e li aveva messi temporaneamente in una busta di plastica. La ricercatrice si è messa in contatto con Paolo Bombelli e Christopher Howe, del dipartimento di Biochimica dell'università di Cambridge per studiare il fenomeno attraverso un esperimento: un centinaio di larve dono state poste vicino a una busta di plastica nella quale, già a distanza di 40 minuti, sono comparsi i primi buchi.
Adesso per lei il futuro lavorativo è un'incognita. L'auspicio è che possa trovare presto un impiego, magari proprio in Italia. Dovrebbe restare - come spiega il Corriere della Sera - per ora comunque in Spagna per godere del "dignitoso assegno di disoccupazione" previsto nell’attesa dell’arrivo di un nuovo incarico e intanto proseguirà i suoi studi sulla digestione del polietilene della tarma della cera.

#ricerca #bertocchini #brucomangiaplastica 

caricamento in corso...
caricamento in corso...