Nuova Zelanda: "Rifugiati climatici? A casa"

23 settembre 2015, Adriano Scianca
Nuova Zelanda: 'Rifugiati climatici? A casa'
In principio fu la Boldrini, che in un celebre discorso parlò della necessità di aprire le porte anche ai “rifugiati climatici” o “eco-rifugiati”. Insomma, non accogliamo solo chi fugge dalle guerre, dalla fame o dalle discriminazioni, ma anche chi si trova in difficoltà a causa dei cambiamenti climatici che portano alla desertificazione di alcune zone del pianeta. 

La Nuova Zelanda, tuttavia, non sembra aver recepito le esortazioni del presidente della Camera italiano. 

Ioane Teitiota, 38enne originario di Kiribati, un piccolo stato-arcipelago nel Pacifico, si è infatti visto rifiutare la sua richiesta di asilo – motivata appunto dal cambiamento climatico – e oggi è stato espulso dallo stato dell'Oceania. 

Arrivati in Nuova Zelanda nel 2007, Teitiota e la moglie Angua Erikava sono rimasti nel paese anche dopo che i loro permessi di lavoro erano scaduti nel 2010. Da qui la richiesta dello status di rifugiato climatico: l'uomo sostiene infatti di non poter tornare nel suo Paese perché l'innalzamento del livello delle acque marine provocato dai cambiamenti climatici mette a rischio l'isola da cui proviene. 

Le autorità locali non sono state dello stesso avviso e Teitiota è stato imbarcato su un volo presso l'aeroporto di Auckland, dopo che il ministro per l'Immigrazione Craig Foss ha respinto un appello dell'ultimo minuto per permettergli di restare per motivi umanitari. Anche la sua famiglia dovrà rispondere a un ordine di espulsione, ma gli è stato accordato il permesso di rimanere per un ulteriore settimana per preparare la partenza.
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