Funghi mangia-batterie per riciclo: non sono chimici, ma microscopici

24 agosto 2016 ore 23:59, intelligo
di Luciana Palmacci

Tre microscopici funghi 'minatori', normalmente presenti in natura, sarebbero capaci di estrarre cobalto e litio attraverso un processo di riciclo del tutto rispettoso dell'ambiente. Una svolta che faciliterebbe lo smaltimento delle batterie ricaricabili di smartphone e tablet che potrebbe non essere più un problema. Lo hanno scoperto i ricercatori dell'Università della Florida del Sud, che hanno presentato i risultati dei loro studi a Philadelphia in occasione del convegno della Società Americana di Chimica (Acs), la più grande società scientifica al mondo. Gli scienziati hanno polverizzato le batterie agli ioni di litio e i tre funghi hanno prodotto acidi organici per estrarne i metalli: nei primi test sono riusciti a catturare fino all’85% del litio e fino al 48% del cobalto.  

Funghi mangia-batterie per riciclo: non sono chimici, ma microscopici
L’idea geniale sarebbe di uno studente, che aveva già avuto esperienza nell’estrazione dei metalli dalle scorie prodotte dai processi di fusione: “Stavamo osservando la rapida diffusione degli smartphone e degli alti prodotti con batterie ricaricabili e abbiamo concentrato lì la nostra attenzione. La richiesta di litio sta crescendo rapidamente, e le attività di estrazione non sono più sostenibili” ha spiegato Jeffrey A. Cunningham, coordinatore dello studio. I funghi mangia-batterie in questione sono l’Aspergillus niger, il Penicillium simplicissimum e il Penicillium chrysogenum, selezionati perché avevano già dimostrato di saper estrarre metalli da altri tipi di rifiuti. Pensando che i meccanismi di estrazione potessero essere simili gli scienziati li hanno associati alle batterie esauste. Metodi per l’estrazione di cobalto e litio esistono già, ma necessitano di alte temperature o processi chimici complicati, mentre i funghi, secondo Cunningham, sono “una risorsa molto economica”. Ora per completare l’operazione di riciclo, i ricercatori stanno mettendo a punto un sistema che permetta di recuperare questi preziosi metalli dal liquido acido prodotto dai funghi.
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