Offre 30mila euro al mese per il lavoro che nessuno accetta: bufala o realtà?

24 febbraio 2016 ore 14:44, Luca Lippi
Accade anche questo, non in Italia, ma in Nuova Zelanda, il dottor Alan Kenny che è un medico di 61 anni, ha offerto, e lo sta facendo da quattro mesi (ma l’urgenza corre da due anni), un’opportunità di lavoro in apparenza irrinunciabile cui non riesce a trovare riscontro.
In un paese di 13mila anime, esattamente Tokoroa il dottor Kenny si impegna incessantemente ad offrire le proprie cure insieme alla figlia (non ancora medico ma studente di medicina) e data l’età, e soprattutto lo stress di una lunga e apparentemente solitaria carriera, ha deciso di condividere il suo compenso con un altro medico disposto ad alleviare le sue fatiche.
L’offerta è più che allettante, 360mila euro l’anno, weekend liberi, esonero totale dai turni di notte e tre mesi di ferie regolarmente retribuite.

Offre 30mila euro al mese per il lavoro che nessuno accetta: bufala o realtà?
In quattro mesi, il nulla più assoluto, nessuna candidatura, e allora sorge spontanea la domanda, ma che ci sarà di così negativo che respinge l’aspirazione di un medico a una proposta così vantaggiosa? 
La domanda è piuttosto ovvia anche perché  Tokoroa è un paese molto vicino ad Auckland dove ha sede la più grande università di medicina della Nuova Zelanda.
La risposta potrebbe nascondersi dietro la scarsa propensione al sacrificio da parte di molti aspiranti medici. Pare che gli studenti di medicina del Paese e nello specifico iscritti alla facoltà di medicina dell’università di Auckland siano provenienti da famiglie particolarmente benestanti e questo potrebbe in qualche modo spiegare il rifiuto dell’offerta, ma poi la dedizione e la particolare propensione soprattutto verso chi ha bisogno che dovrebbe essere la caratteristica dell’esercizio della professione medica in tutto il mondo? Non vogliamo scomodare Ippocrate perché sarebbe troppo, ma l’anomalia è piuttosto paradossale!
A questo punto, è l’occasione per un giovane medico, o un medico in cerca di nuove sfide che dall’Italia vuole correre in soccorso dell’anziano e stanco collega neozelandese. Ovviamente è d’obbligo la conoscenza della lingua inglese e la speranza che la competenza sia sufficiente a giustificare un simile compenso e simili condizioni. Soprattutto è importante che non sia il solito “Skipperaro” con velleità di traversate solitarie e solo a tempo perso esercitare la professione medica. 
Ma un'altra domanda sorge spontanea, sarà vero?

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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