Trionfo social di Matteo. 10 e lode dalla Crusca ma maestra: "Dar voti non è 'petaloso'"

24 febbraio 2016 ore 15:58, Marta Moriconi
"Caro Matteo la parola che hai inventato è una parola ben formata e potrebbe essere usata in italiano come sono usate parole formate nello stesso modo": spiega Maria Cristina Torchia, della redazione Consulenza linguistica della Crusca al bambino più famoso d'Italia oggi. Basta capire che Peloso deriva da pelo + oso o coraggioso coraggio + oso e il gioco è fatto, come ben aveva intuito l’insegnante di questo genietto dell'italiano: "Per me vale come mille lezioni di italiano. Grazie al mio piccolo inventore Matteo" aveva detto. E' lui infatti che inventato un termine guardando una margherita.
Alla fine la risposta al piccolo Matteo arrivata per posta dalla Crusca conta più di un 10 e lode della maestra, e la soddisfazione è grande. Petaloso entra di diritto nel vocabolario per l'ostinazione di una brava maestra e del suo ancor più bravo alunno che aveva semplicemente chiesto: "Ma petaloso per un fiore con tanti petali si può usare?". E Margherita Aurora, questo il nome della prof di 43
Trionfo social di Matteo. 10 e lode dalla Crusca ma maestra: 'Dar voti non è 'petaloso''
anni con 21 anni di esperienza in cattedra, non si è chiusa a riccio e non ha dato per scontato la risposta.
@Marghe1973, così appare su twitter, ha chiesto umilmente e ottenuto un trionfo social che in queste ore è leggibile ovunque. Avrebbe infatti dichiarato al Corriere della Sera: "Svegliarsi e trovare #petaloso nei TT. Mi sembra folle. Poi penso che forse abbiamo bisogno di sognare e questo sembra un sogno molto bello".
La storia viene da Copparo sia una maestra "particolare" si sapeva, è stimata dai genitori che condividono la sua scelta di dare spazio ai diritti prima che ai doveri a scuola per questo rifiuta di dare i voti, che non calzano a pennello sulla loro creatività: "Quindici giorni fa ho dovuto chiudere in un numero Matteo e i suoi compagni. Dare i voti nella scuola elementare non è #petaloso neanche un po'". Meglio far festa ora con Margherita, Matteo, e tutti i fiori #petaloso sbocciati nella scuola.
A unirsi alla gioia di questa piccola realtà, anche il premier Matteo Renzi che parla dell'Istruzione che vorrebbe: "Sa cosa gli ho detto? Che vorrei una scuola più petalosa e che lui ci deve aiutare". Come? Con classi fatte al massimo di 18 alunni per poterli seguire meglio, strumenti tecnologici, una bella biblioteca, più banchi e maestri che collaborano tutti insieme. Ma prima le gite. Quella della maestra si sposta dal Delta del Po a Firenze, come suggerito dalla Crusca.  
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