Costume da profugo, Amazon toglie l'annuncio (ma i migranti non c'entravano)

24 gennaio 2016 ore 17:20, Adriano Scianca
Costume da profugo, Amazon toglie l'annuncio (ma i migranti non c'entravano)
A ogni festa di Carnevale c'è sempre il tipo che prende troppo sul serio il detto per cui “ogni scherzo vale” e si presenta con un costume che indigna qualcun altro dei presenti (ricordate il principe Harry vestito da nazista?). È per personaggi di questo genere che una ditta ha messo in vendita i costumi da “profugo”, toccando un tasto oggi più che mai dolente. Il vestito di carnevale per piccoli bambini aspiranti rifugiati è in vendita su Amazon e ha causato non poche polemiche. In realtà i vestiti non farebbero riferimento ai profughi delle due guerre mondiali (“weltkrieg”, come recita la didascalia in inglese) e in effetti gli abiti sembrano piuttosto “novecenteschi”: camicia, gilet e pantaloni di due o tre taglie in più per lui, abitino - anche quello visibilmente troppo grande - per lei. Completa per entrambi il travestimento una valigetta di cartone. 

Gli immigrati, quindi, non c'entravano nulla, anche se l'indignazione generale ha voluto a tutti i costi collegare il prodotto all'attuale emergenza profughi. Sul popolare portale di e-commerce si è ovviamente scatenata la bufera, ma Amazon ha precisato che si tratta di una ditta esterna e che non c’è un controllo preventivo dei prodotti messi in vendita, ma la gestione è affidata alle aziende. Ciononostante, ha deciso di rimuovere l’annuncio precisando di non avere nessuna responsabilità. "Forse l'azienda - commenta Oliviero Forti, responsabile nazionale Caritas emigrazioni - potrebbe investire gli stessi soldi per comprare un giubbino per un bambino che magari si trova in questo momento in mezzo al mare. Un messaggio commerciale in un momento storico così delicato è davvero vergognoso e da stigmatizzare".


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