16enne tedesca dell'Isis, vuole tornare a casa ma rischia decapitazione

24 luglio 2017 ore 13:21, Luca Lippi
Linda Wenzel, la sedicenne tedesca fuggita in Siria per unirsi all’Isis, è stata catturata dall’esercito irakeno a Mosul. L’anno scorso lasciò la Sassonia per raggiungere la Turchia e da lì raggiungere la Siria. La storia ha sconvolto la Germania, Linda è stata catturata insieme ad altre 26 persone, 16 donne, 2 uomini e 8 minori e non è l’unica ‘europea’ arrestata, assieme a lei ci sono russi, iraniani, belgi, canadesi e francesi.

LA STORIA
Fino all’anno scorso andava ancora a scuola a Pulsnitz, piccola cittadina di 8mila abitanti della Sassonia. Viveva con la madre, il patrigno e la sorellastra. Come riporta la Berliner Morgenpost per vicini e amici “era una ragazza timida, buona studentessa”. La sua radicalizzazione sarebbe avvenuta grazie a contatti sviluppati sui social network. Alla famiglia diceva che era sempre più interessata all’Islam, ma non aveva mai confessato di essersi convertita.
16enne tedesca dell'Isis, vuole tornare a casa ma rischia decapitazione
Quando fu periodo di Ramadan disse semplicemente che era a dieta. Il primo luglio 2016 partì per Istanbul dopo avere detto ai genitori che avrebbe passato il fine settimana da un’amica. Che fosse una bugia divenne palese quando la polizia trovò le ricevute di due biglietti aerei (Dresda-Francoforte e Francoforte-Istanbul) sotto il materasso. Da Istanbul sarebbe riuscita ad attraversare la Turchia e il confine con la Siria e ad unirsi con un gruppo di guerrigliere da  Russia, Turkey, Canada, Libia e Siria barricatesi in un tunnel di Mosul con esplosivi e armi da fuoco. Un passaggio (quello dalla Turchia alla Siria e poi a Mosul, in Iraq) molto complicato da un punto di vista logistico. Nell’ultimo anno sembravano essere stati bloccati quasi tutti gli accessi a foreign fighters provenienti da Europa e Turchia. Tra le milizie jihadiste, in larga parte cecene, avrebbe cambiato nome in Meriem.

UNA COME TANTE, MA LEI RISCHIA LA TESTA
Come riporta il The Guardian sono migliaia gli occidentali, tra cui anche molte donne, ad essersi arruolati nelle forze jihadiste. Sono loro i foreign fighters, musulmani di nascita o convertiti, che hanno scelto di appoggiare la causa dell’ISIS e di altri gruppi ribelli. Secondo le stime di uno studio realizzato dal Soufan Groupfermo al 2016, si tratterebbe di un numero compreso tra 27.000 e 31.000 di cui il 20% donne. Proprio loro verrebbero impiegate soprattutto per lavori di polizia, torture e missioni di spionaggio, propaganda e a volte kamikaze. Linda è ora incarcerata in attesa che le siano formulate delle accuse e possa essere messa a giudizio, non si sa ancora se in Iraq o in Germania. Se in Iraq il rischio che sia condannata a morte per decapitazione è piuttosto elevata, ma si sa, la guerra è guerra!
La ragazza è stata intervistata sotto il controllo dei militari iracheni e alla presenza di un avvocato e di medici americani dalla Sueddeutsche Zeitung. Secondo quanto si apprende Linda Wenzel dice di stare abbastanza bene nonostante la ferita d'arma da fuoco alla coscia sinistra e il ginocchio destro ferito "durante l'attacco di alcuni elicotteri". Secondo la testata tedesca almeno altre quattro donne tedesche affiliate all'Isis sono state catturate a Mosul dalle forze irakene, tutte date in moglie a jihadisti.
La ragazza avrebbe detto: "Voglio solo andare via, tornare dalla mia famiglia, voglio solo andare via dalla guerra, dalle armi, dal rumore".

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autore / Luca Lippi
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