Dal docufilm in tribunale: eroina salva migranti indagata

25 ottobre 2016 ore 12:12, Americo Mascarucci
Catia Pellegrino, primo comandante donna della marina militare, è stata iscritta nel registro degli indagati per omicidio colposo e omissione di soccorso
Diventata simbolo dei salvataggi dei migranti in mare, tanto da esserle dedicato anche il docufilm "La scelta di Catia", deve rispondere di un ritardo di 4 ore in un salvataggio del 2013 che sarebbe costato la vita a 286 persone. 
La denuncia è partita da Mohammad Jammo, medico primario di un ospedale di Aleppo, che nella traversata ha perso due figli.
La procura di Agrigento, racconta il quotidiano romano Il Messaggero, sta indagando sul naufragio di un barcone con centinaia di persone a bordo, affondato il 13 ottobre del 2013 nelle acque al largo di Malta. 
La nave più vicina in quel momento sarebbe stato il pattugliatore italiano "Libra", su cui si trovava la Pellegrino
La prima richiesta di soccorso, racconta il medico siriano che ha sporto denuncia dando il via al procedimento giudiziario, sarebbe partita alle 11 del mattino. Ma di questa segnalazione non c'è traccia nel registro della Pellegrino.

Dal docufilm in tribunale: eroina salva migranti indagata
Poi ci sarebbe stata una seconda telefonata - la prima registrata negli archivi della Marina Militare - alle 12.26, inoltrata mezz'ora dopo alle autorità maltesi.
Le operazioni di soccorso, però, non sarebbero iniziate prima delle 18, nonostante la capitaneria di porto pare avesse inoltrato l'Sos a tutte le navi presenti nelle vicinanze intorno alle 13.40. 
Secondo la ricostruzione de Il Messaggero è possibile che a causare un tale ritardo sia stato il rimpallo di competenze fra Roma e La Valletta.
Naturalmente sarà ora la Magistratura a chiarire la dinamica dei fatti ricostruendo i passaggi concitati di quei momenti e accertando eventuali responsabilità (che non è detto ci siano). 
Catia Pellegrino, come detto, è stata la protagonista del documentario "La scelta di Catia – 80 miglia a sud di Lampedusa", che ha dato voce al duro lavoro della Marina Militare italiana, impegnata nelle operazioni di salvataggio.
La Pellegrino ha contribuito a trarre in salvo più di 200 migranti durante un naufragio nel Mediterraneo.
Ora dovrà difendersi dall'accusa di non aver soccorso altri profughi causandone la morte. Accusa ovviamente tutta da dimostrare ma che la dice lunga su quanto sia difficile lavorare a contatto con certe emergenze

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