L'ultima provocazione di Cesare Battisti: "La lotta armata fu un suicidio"

25 ottobre 2017 ore 10:38, Americo Mascarucci
L'estradizione di Cesare Battisti dovrà attendere, dopo che la Corte suprema del Brasile ha rinviato la decisione. Se ne riparlerà fra una settimana. Intanto Battisti resta libero. L'Alta corte è stata chiamata in causa dai legali dell'uomo condannato in contumacia in Italia all'ergastolo per quattro omicidi, affinché blocchi ogni iniziativa del presidente Michel Temer sulla concessione dell'estradizione. Temer infatti ha posto come unica condizione per firmare l'estradizione la commutazione dell'ergastolo (non previsto in Brasile) alla pena di trenta anni di reclusione cosa che l'Italia si è detta pronta a fare. Ma Battisti ha iniziato a mettere in atto una sorta di "commedia all'italiana", anzi alla brasiliana, fino a denunciare di aver ricevuto minacce di morte niente meno che dagli agenti della Polizia Penitenziaria. "Se torno in Italia mi ammazzano" ha detto. Incredibile, uno come lui che ha seminato morte ora si erge a perseguitato politico e chiede quella stessa pietà da lui negata alle sue vittime.
L'ultima provocazione di Cesare Battisti: 'La lotta armata fu un suicidio'

OFFESE A TORREGIANI
Come riferisce il quotidiano Il Tempo addirittura Battisti sarebbe arrivato al punto di sostenere che Alberto Torregiani, ossia il figlio del gioielliere ucciso dai suoi compagni di lotta e da questi ridotto su una sedia a rotelle sarebbe consapevole della sua innocenza. In un'intervista al Giornale Radio Uno Battisti avrebbe dichiarato: "Ho lettere di Alberto Torregiani in cui mi dice testualmente che non ha nessun dubbio sul fatto che io non ho niente a che vedere con la morte del padre. Ci siamo scritti durante gli anni. L'ho aiutato a scrivere un libro. Faccio autocritica sull'uso della lotta armata. E' stato un suicidio. E' stata una cosa che non poteva dare risultati buoni per nessuno. Come si può essere soddisfatti o fieri di tanta violenza, tanti omicidi e tanto sangue da una parte o dall'altra". 
E quale sarebbe l'altra parte? Qui fino a prova contraria il sangue lo hanno sparso soltanto i terroristi. E a chi gli fa notare che lui non ha mai mostrato compassione per le vittime aggiunge: "Come non ho compassione per le vittime? Certo che ho compassione per le vittime. Io ho 62 anni, ho moglie e figli, ho nipoti, già sono nonno". Beato lui; le vittime del terrorismo questa possibilità non l'hanno mai avuta.

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