Terremoto Amatrice, bufala corre sul web e tanti abboccano

26 agosto 2016 ore 13:51, Americo Mascarucci
Purtroppo c’è pure chi è pronto a speculare sui terremoti, o peggio ancora sulle vittime del sisma e i danni, inventando bufale colossali come quella che ha preso a circolare nelle ultime ore sui social e che diversi utenti creduloni si sono messi a rilanciare.
Peccato che a volte basterebbe un po' di sana ragionevolezza per non lasciarsi ingannare e fare la figura dei fessi.
Una bufala che sembra tanto rispecchiare quella teoria del complotto pronta a riemergere in ogni oscura vicenda. 
Non potendo affermare che lo Stato attraverso i suoi servizi segreti ha provocato il terremoto, magari per distruggere un po' di centri storici e poi lucrare sui soldi della ricostruzione, ecco che ci si è inventati una teoria alquanto surreale.
La teoria che circola da diverse ore sostiene che la magnitudo del terremoto sarebbe stata falsata dall'Istituto nazionale di Geofisica che avrebbe indicato un 6.0 invece di un 6.2 per permettere allo Stato di non pagare i danni. Un complotto dunque ordito dal Governo con la complicità degli scienziati. 

Terremoto Amatrice, bufala corre sul web e tanti abboccano
I complottisti fanno riferimento ad un noto decreto del governo Monti che nel 2012 ha stabilito che i terremoti fino al grado 6,1 sono di competenza degli enti locali per quanto riguarda i risarcimenti danni, quelli che invece superano questa soglia sono di competenza dello Stato. In sostanza lo Stato non dovrebbe risarcire i terremotati dopo una scossa di magnitudo 6 come quella avvenuta mercoledì notte. Un escamotage dunque per evitare allo Stato di dover liquidare i danni. 
In realtà la legge di Monti tirata in ballo fu approvata il 15 maggio del 2012, cinque giorni prima del sisma che interessò l’Emilia Romagna. Dopo il terremoto del 20 maggio 2012, Mario Monti firmò un decreto per garantire la copertura al 100% delle spese per la ricostruzione. 
Il decreto del 15 Maggio fu soppresso con la legge n.100 del 12 luglio 2012 (quella che convertiva in norma a tutti gli effetti il decreto legge).
Una bufala dunque che purtroppo, grazie anche alla potenza dei social, ha fatto il giro del web. Il problema è che se esistono i furbi che si divertono ad inventare le assurdità esistono molti più creduloni pronti ad abboccare all'amo come tanti "pesci bufala".

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