Livorno choc, compra all'asta casa del disabile: "Mai più sfratti ora"

26 giugno 2017 ore 11:07, Luca Lippi
Una storia di rara umanità. Alessandro D'Oriano, 46enne di Livorno, disabile e disoccupato con la casa di proprietà sotto pignoramento e già in procedura di assegnazione per asta pubblica, nonostante l’assegnazione può ancora godere dell’immobile in comodato gratuito.
La storia di Alessandro – disabile al 75% per un’encefalite contratta da piccolo, ha visto il suo calvario iniziare quattro anni fa quando perse il lavoro, nonostante fosse stato assunto come categoria protetta tanto da avere avviato una causa con il datore di lavoro, ma i tempi della giustizia sono lunghi e la vicenda è tutt’altro che conclusa. 
Livorno choc, compra all'asta casa del disabile: 'Mai più sfratti ora'
Ex dipendente di una sala cinematografica cittadina, Alessandro era stato accusato di aver sottratto dei soldi, come denunciò lui stesso in una lettera qualche tempo fa.
Aveva scritto Alessandro su un quotidiano locale: Visto che non erano riusciti a farmi lasciare il lavoro con i vari ‘stalking’ mi hanno accusato di appropriazione di denaro dalla cassa del bar del cinema dove lavoravo. Tutto perché quel giorno io avevo avuto una delle mie solite crisi epilettiche e avevo perso dalla tasca dei pantaloni un portamonete con spiccioli e soldi miei. In quel momento con me c’erano due colleghi: uno mi ha soccorso, l’altro ha portato tutto al direttore dicendo che avevo rubato dalla cassa, nonostante quel giorno non ci fosse nessun ammanco. Per questo dopo 17 giorni mi hanno fatto firmare le dimissioni”. E un mese fa il fratello di Alessandro, Francesco, e la madre, Rosanna Pagni, decisero di lanciare un appello.

Il gesto nobile – Alessandro è sposato con una ragazza pure lei disabile, avendo perduto il lavoro non ha potuto più provvedere al pagamento delle rate di mutuo della casa che nel tempo è andata all’asta. A metà maggio due persone si sono presentate in tribunale perché interessate all’acquisto dell’appartamento. Un duro colpo per Alessandro, tanto da essere colpito un aneurisma cerebrale che solo grazie al pronto intervento dei medici non si è trasformato in tragedia. 
Uno dei due partecipanti all’asta era l’ anonimo benefattore, che ha acquistato la casa per restituirgliela in comodato d’uso gratuito. Nell’enfasi del racconto si esagera, non può rimanere anonima una persona che acquista un immobile! Comunque sia, il fratello di Alessandro, francesco, non ha potuto fare a mento di commentare: “Un gesto meraviglioso che ci ha lasciato senza parole. Non conosco il nome di questa persona che, parlando con il mio avvocato, ha pregato di restare anonimo anche con noi. A lui però va la nostra eterna gratitudine”. 
Sarebbe interessante capire chi è il benefattore e chiedere i termini e lo spunto dell’atto nobile. Intanto è bene sapere che cos’è e come funziona il comodato d’uso gratuito: rientra, insieme al mutuo, nei cosiddetti “contratti di prestito” ed è sempre a titolo gratuito. È un contratto reale in cui una parte (detta comodante) consegna all’altra (comodatario) un bene mobile o immobile per un determinato periodo di tempo. Il comodatario ha l’obbligo di riconsegnare il bene al proprietario (comodante) alla scadenza. La materia è disciplinata dal Codice Civile, Art.1803-1812.
Il comodatario può utilizzare il bene solo per la durata e l’uso pattuiti, custodendolo “con la diligenza del buon padre di famiglia”. Non può cedere ad altri il diritto di godere del bene, senza esplicito consenso del proprietario. Per questo motivo il benefattore non può rimanere anonimo! Se il comodatario non rispetta tali obblighi contrattuali, il proprietario può richiedere sia l’immediata restituzione del bene, sia il risarcimento dei danni. Se nel contratto non è espressamente indicata la scadenza (e se questa non è desumibile dall’uso cui il bene è destinato), il comodatario è tenuto a restituire il bene non appena il comodante lo richieda. Per gli immobili il contratto di comodato va stipulato e registrato in forma scritta presso qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate entro 20 giorni dalla data in cui è stato sottoscritto, come indicato nel D.P.R. 131/86, art. 5, del T.U.I.R. – Testo Unico Imposte di Registro.

In conclusione – la storia del benefattore anonimo accende qualche faro sulla vicenda che nella sua naturale bellezza cela qualche ombra che incuriosisce. In ogni caso, c’è ancora chi riesce a permettersi di poter ripagare le sue fortune restituendone i benefici a favore di chi è meno fortunato.

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autore / Luca Lippi
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