Il verdiniano D'Anna contro Saviano e Capacchione: questione di scorta (inutile)

26 maggio 2016 ore 10:13, intelligo
"Gli toglierei la scorta, è un'icona farlocca". Così Vincenzo D'Anna, senatore di Ala, decide di entrare a pieno diritto nella polemica del giorno (anzi di Un Giorno da Pecora, su Radio2). Ebbene sì, lo ha detto davvero attaccando senza remore lo scrittore Roberto Saviano che è reo secondo lui di essersi "arricchito con un libro che ha pure copiato per metà". Ma non contento ha attaccato anche la senatrice del Pd Rosaria Capacchione rea di aver detto che non si farebbe fotografare con Verdini seppure le riconosce il ruolo "di amica" ma "assomiglia troppo a Saviano".  Poi va dritto come un bulldozer: "Vive di rendita. Entrambi hanno la scorta, anche se processualmente è stato accertato che chi li minacciava era l'avvocato Santonastaso, perché tutti i boss che loro millantavano essere i mandanti, sono stati tutti assolti". Dunque il problema è che non si meriterebbero la scorta che andrebbe lasciata "a quanti fanno veramente la lotta alla malavita". D'Anna, che è entrato nelle fila di Ala di Verdini, rincara anche la dose: "La camorra viene infastidita dalle forze dell'ordine e dai magistrati, non certo da lui". E parliamo di un uomo che non vive più liberamente da anni, sarà pure un'icona farlocca, ma che ci ha guadagnato? La fama vale tanto?



 
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