Rientra dalla maternità e la licenziano, 230 colleghi scioperano per lei

26 maggio 2017 ore 22:57, Micaela Del Monte
Dopo le storie di Franco e Graziano, licenziati perché malati arriva anche quella di una donna di Grassobbio (Bergamo) licenziata al rientro dalla maternità, dopo 15 anni di lavoro, dalla Reggiani Macchine. Come riporta il Corriere della Sera si tratta di una impiegata trentenne, madre di due figli che da qualche mese rientrata dalla maternità, che si è vista improvvisamente notificare il licenziamento per la “soppressione della mansione”, cioè una riorganizzazione che ha cancellato la sua posizione.

Rientra dalla maternità e la licenziano, 230 colleghi scioperano per lei
SOLIDARIETA' -
La solidarietà dei colleghi della donna è stata però immediata, infatti hanno indetto uno sciopero immediato. Tutti in sciopero, perciò, i 230 dipendenti della Reggiani che si sono piazzati davanti ai cancelli per protestare contro il licenziamento della collega rientrata dalla maternità e sostenere al contempo la trattativa che i sindacati stanno intrattenendo con l’azienda che, da meno di 18 mesi, è stata assorbita dal gruppo americano Efi. La Reggiani di Grassobbio è una ditta specializzata nella produzione di macchinari per la stampa. A seguito della nota sindacale che ha denunciato l’episodio la direzione dell’azienda ha replicato con una nota nella quale si spiega che la decisione è stata presa “per giustificato motivo oggettivo e soppressione della mansione” e che la stessa ha riguardato una donna di 30 anni, da poco rientrata dalla maternità. Nella nota di Fim e Fiom si manifesta perciò tutta la preoccupazione dei lavoratori soprattutto per le modalità e le relazioni sindacali che la proprietà ha adottato da qualche tempo. I sindacalisti hanno perciò chiesto con forza “il ritiro del licenziamento e il ripristino di un sistema di relazioni corrette”.

"Tutti in sciopero, immediato e all'improvviso. I 230 dipendenti della Reggiani Macchine di Grassobbio sono davanti ai cancelli per protestare contro il licenziamento di una collega e sostenere la trattativa che Fim Cisl e Fiom Cgil stanno intrattenendo con l'azienda, da meno di 18 mesi assorbita dal gruppo americano Efi e specializzata nella produzione di macchinari per la stampa". Lo comunicano i sindacati, con una nota. Il licenziamento, per l'azienda - riferiscono i sindacati - "per giustificato motivo oggettivo e soppressione della mansione", riguarda "una donna di 30 anni, da poco rientrata dalla maternità".

"I lavoratori - prosegue la nota di Fim e Fiom - sono preoccupati soprattutto dalle modalità e dalle relazioni sindacali che la proprietà ha adottato da qualche tempo - dicono i sindacalisti -, e chiedono il ritiro del licenziamento e il ripristino di un sistema di relazioni corrette".  

"Bisognerà approfondire ciò che è successo, ma da ciò che appare alla fabbrica Reggiani si è consumato un fatto grave e, contemporaneamente, un gesto di solidarietà importante da parte dei 230 dipendenti della fabbrica, scesi in sciopero contro il licenziamento di una collega appena rientrata dalla maternità. E' uno straordinario segnale di sensibilità e consapevolezza del valore dell'unità. E' questa la via per sconfiggere le ingiustizie e l'arroganza che è spesso dietro alle scelte pagate dai lavoratori e soprattutto dalle lavoratrici. Da Bergamo arriva una lezione di futuro". Così Titti Di Salvo, vicepresidente dei deputati del Pd.
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