Salsicce, hamburger e bacon come sigarette. Oms stoppa la passione "cancerogena" dei giovani

26 ottobre 2015, Andrea Barcariol
Salsicce, hamburger e bacon come sigarette. Oms stoppa la passione 'cancerogena' dei giovani
La lista dei prodotti pericolosi per il cancro si allunga. New entry sono gli hamburger, le salsicce e il bacon che potrebbero causare il cancro al pari delle sigarette. A sostenerlo è l'Organizzazione Mondiale della Sanità, che aggiungerà i prodotti confezionati di carne rossa alla propria lista di sostanze cancerogene, assieme a fumo, arsenico, alcol e amianto. La rivelazione arriva, in anteprima, dal Daily Mail inglese che riporta quanto detto da una "fonte interna ben posizionata".

La novità potrebbe danneggiare le catene di fast food e l'industria della carne e avere conseguenze rilevanti anche a livello alimentare. Incaricata della classificazione è l'Agency for Research on Cancer dell'Oms che ha approfondito la questione in seguito alle preoccupazioni crescenti che la carne fosse all'origine del cancro all'intestino, il secondo tipo di tumore per frequenza nel Regno Unito. Anche se le stime del governo inglese indicano che, nella metà dei casi, per evitare di ammalarsi di tumore all'intestino basterebbe seguire uno stile di vita più sano.

Secondo l’edizione web del Daily Mail, l’Oms potrebbe addirittura arrivare a imporre gli «avvertimenti sulle etichette dei prodotti interessati», come quelli che compaiono sui pacchetti di sigarette. Novità definite «potenzialmente shoccanti per le catene di fast food e per l’industria della carne», che danneggerebbero soprattutto Germania e Italia, ai primi posti nella classifica mondiale dell’industria delle carni lavorate.

Sulla lista nera schierebbero di finire tutti i salumi, inclusi quelli sottoposti soltanto a salagione, come prosciutto crudo, salame, coppa, pancetta, mortadella. Il risultato finale, per l'Italia, sarebbe addirittura peggiore di quello ottenuto con le etichette a semaforo introdotte lo scorso anno dalla Gran Bretagna e giudicate inammissibili dall’UE.
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