Lavora e non fa pettegolezzi: in portineria arriva il robot

27 giugno 2016 ore 10:10, Adriano Scianca
Il mestiere del portiere sta pian piano sparendo e molti ne sentono la mancanza. Ecco allora che la tecnologia ci viene in aiuto: a Pisa è stato presentato il primo robot-portiere, nel convegno sulle tecnologie al servizio dell’ambiente in cui si vive (Ambient Assisted Living), organizzato dalla Scuola Superiore Sant’Anna. "Ci siamo dati due anni come obiettivo per un modello che possa essere prodotto su scala industriale", ha detto il ricercatore Filippo Cavallo, co-fondatore della Co-Robotics, una spin-off della Scuola Superiore Sant'Anna. 

Lavora e non fa pettegolezzi: in portineria arriva il robot
Accanto al robot per il condominio, lo stesso gruppo ha realizzato il prototipo del robot domestico, una sorta di badante dall'aspetto molto simile all'altro. Entrambi derivano dal progetto Robot Era, del valore complessivo di 8,7 milioni di euro. Tutti e due hanno un busto che può essere modificato a seconda della funzione, parlano e obbediscono ai comandi vocali. In più il robot domestico ha un braccio e una mano con tre dita per afferrare e porgere oggetti, un maniglione che può aiutare chi non è in grado di camminare in modo autonomo. 

Può accorgersi, inoltre, se la persona che è in casa è caduta e sa anche intrattenere con giochi cognitivi. I robot, che non hanno ancora un nome, sono di plastica. L'obiettivo è portare il loro costo fra 5.000 e 20.000 euro, per i modelli più complessi. I primi test sono stati condotti con successo in Italia, nella casa di cura San Lorenzo di Firenze e nell'ospedale INRCA di Ancona, e in Svezia, in una clinica di Orebro. 
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