"Macchè razzismo, è tutela della salute". Sindaco di Carcare chiude a profughi "non sani"

27 giugno 2016 ore 12:40, Americo Mascarucci
Il sindaco di Carcare, comune della Liguria im provincia di Savona, Franco Bologna, con un'ordinanza "vieta la dimora, anche occasionale, di persone provenienti da paesi dell’area africana o asiatica presso qualsiasi struttura di accoglienza, prive di regolare certificato sanitario attestante le condizioni sanitarie e l’idoneità a soggiornare"
Un provvedimento che il sindaco stesso motiva così: "Non si tratta né di razzismo, né di rifiutarsi di fare la propria parte: Carcare ospita già 25 profughi - ci tiene a sottolineare il sindaco - ma come primo responsabile della sicurezza sanitaria, nonché dell'ordine pubblico di questo comune, ho il dovere, ancor prima che il diritto, di tutelare Carcare e i suoi residenti da situazioni anomale e da possibili rischi". 
L'obiettivo è dunque quello di preservare i propri cittadini perché gli immigrati che bussano alla loro porta arrivano da paesi dell'Africa o dell'Asia dove "sono ancora presenti numerose malattie contagiose ed infettive quali ad esempio Tbc, scabbia e Hiv".
Una mossa questa pare suggerita dall’assessora regionale alla sanità della Liguria Sonia Viale che ha superato pure il vaglio del Tar in quanto le associazioni ricorrenti non avevano titolo per far ricorso. 
L’escamotage individuato dalla Viale è quello dell’intervento del sindaco in quanto autorità sanitaria, a tutela della salute pubblica. 
Il divieto di ingresso colpisce le persone non identificabili che non sono in grado di dimostrare di essere in salute. 

Ma come era inevitabile sono subito partite le accuse di razzismo:
'Macchè razzismo, è tutela della salute'. Sindaco di Carcare chiude a profughi 'non sani'
L'Unar, l’ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali presso la presidenza del Consiglio, aveva fortemente criticato l’ordinanza analoga di Canepa in quanto "sembrerebbe configurare una molestia ai sensi della legge anti discriminazione, ovvero quei comportamenti indesiderati, posti in essere per motivi di razza o di origine etnica, aventi lo scopo o l’effetto di violare la dignità di una persona e di creare un clima intimidatorio, ostile, degradante, umiliante e offensivo. Risulta altresì discriminatoria la misura di vietare a tali cittadini stranieri di insediarsi anche occasionalmente nel territorio comunale"..

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