Ricatto a dipendente incinta: “Paga tu sostituto”. E non è primo caso

27 marzo 2017 ore 8:34, Adriano Scianca
“Sei incinta? Pagati il sostituto o vattene”. Sarebbe stata questa, secondo la denuncia della Cgil di Treviso, la richiesta di un'azienda a una lavoratrice di 25 anni. L'azienda lavora nell'ambito cartografico della Marca, è a conduzione familiare e con solo due impiegati. 

Ricatto a dipendente incinta: “Paga tu sostituto”. E non è primo caso

La giovane ha un contratto da apprendista da 8-900 euro al mese. La lavoratrice, 25 anni, apprendista, ha informato di aspettare un figlio al titolare il quale le avrebbe proposto “che, durante la maternità, dia a lui i soldi per pagare il mio sostituto. Mi è parso strano - ha detto la giovane alla Cgil -, ma se non lo faccio vogliono che mi dimetta. Altrimenti temo che mi licenzino”. In poche parole, la lavoratrice avrebbe dovuto girare all'azienda i soldi dell'assegno Inps. La 25enne si è così rivolta al sindacato che si è attivato, tranquillizzando la lavoratrice dicendole di aver interpellato l'azienda e che questa “assumerà un sostituto che pagherà - ha detto Nicola Atalmi, segretario Cgil Treviso -, mentre la maternità sarà, come da prassi, sostenuta dall'Inps”. 

Non sarebbe, peraltro, il primo caso del genere con cui il sindacato si è recentemente confrontato: “In soli tre mesi - spiega ancora Atalmi - questa è la seconda giovane mamma che si trova a fare i conti con richieste del genere. Oggi purtroppo molti lavoratori accettano i 'ricatti' di alcune imprese pur di ottenere un impiego o continuare a lavorare”.
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